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Come il rumore influisce negativamente sulle capacità cognitive del bambino

Oggi si parla sempre di più del ruolo svolto dal rumore nello sviluppo di danni uditivi permanenti non solo in persone adulte ma anche in bambini e soprattutto in adolescenti. Si sta focalizzando l’attenzione sui risvolti negativi che una quotidianità vissuta in ambienti ricchi di suoni, rumori ed alti volumi possa avere sulla salute uditiva e sulla personalità individuale.

Viviamo in un’epoca dove siamo bersagliati da tantissimi stimoli rumorosi, in cui il rumore ambientale è elevatissimo e i momenti di silenzio si sono drasticamente ridotti.

Molti di voi avranno sicuramente sperimentato l’esperienza di studiare in un bar affollato o di scambiare due chiacchiere mentre viene proiettata in piazza una partita di pallone, o ancora di discutere di un incontro lavorativo in un luogo pubblico magari vicino ad un incrocio della via del centro città.

La presenza di rumore non è rischioso solo per la salute del nostro udito, ma è correlato anche a numerosi altri aspetti della nostra vita e del nostro sviluppo personale. Chiunque abbia sperimentato una di queste situazioni sa bene quanto difficile possa essere comunicare e apprendere in un contesto ricco di stimolazioni sonore, che richiedono  all’ascoltatore dei livelli di attenzione e concentrazione maggiori ai fini della ricezione e della comprensione del messaggio rispetto a quelli richiesti in un contesto silenzioso.

Bene, proviamo adesso ad immaginare che sia un bambino a trovarsi ad affrontare queste situazioni e a dover elaborare ed apprendere un messaggio in un contesto ricco di rumori e stimoli sonori disturbanti.

I bambini in età scolare non hanno ancora sviluppato del tutto le capacità linguistiche necessarie per poter riconoscere e comprendere facilmente un discorso in ambienti rumorosi, abilità che vengono maturate intorno ai 15 anni di età.

Partendo proprio da questa considerazione sono stati condotti diversi studi che esaminano l’impatto del rumore ambientale presente negli ambienti scolastici sulle capacità di apprendimento, sulle performance accademiche e sull’affaticamento cognitivo di bambini e adolescenti.

Inizialmente gli studi scientifici si sono concentrati sugli effetti del rumore cronico proveniente da fonti esterne alle aule (come il traffico aereo, ferroviario o automobilistico): i risultati di tali ricerche hanno messo in luce come l’esposizione a tali rumori possa condurre a un deficit di attenzione visiva sostenuta nel tempo, calo delle performance in compiti di memoria e di lettura.

Successivamente le ricerche cliniche si sono concentrate non solo nell’analizzare le conseguenze di esposizione a rumori esterni alle aule scolastiche ma hanno inglobato nell’analisi anche i rumori interni alle stesse strutture scolastiche quali ad esempio il vociare degli alunni durante le attività giornaliere, il rumore proveniente dai computer, dalle lavagne interattive multimediali e dai proiettori. Da tali studi è emerso come uno dei problemi più importanti conseguenti alla presenza di rumore nelle classi sia la riduzione dell’intellegibilità del parlato, ossia la difficoltà nel comprendere ciò che viene detto durante le lezioni: se i bambini non riescono a capire ciò che l’insegnante dice allora viene meno non solo la capacità di un corretto apprendimento, ma ne consegue anche una difficoltà nelle relazioni sociali, elemento fondamentale per lo sviluppo del bambino.

Purtroppo la maggior parte delle scuole italiane (circa l’88% secondo le stime) non garantisce un contesto acusticamente adeguato a favorire il corretto apprendimento degli alunni: risulta invece necessario necessario trovare delle soluzioni di adeguamento acustico che siano veloci, pratiche ed efficaci. Possibili soluzioni potrebbero essere l’installazione di pannelli fonoassorbenti e l’attuazione di interventi educativi con lo scopo di ridurre il rumore in classe.

L’educazione e la “sicurezza” sonora sono elementi che dovrebbero entrare nella nostra quotidianità e nel nostro stile di vita, utili e fondamentale a salvaguardare la salute fisica e sociale di adulti e bambini.


Riferimenti:

Spicciarelli G., Gheller F., Arfè B., La valutazione in aula delle performance cognitive dei bambini in situazioni di rumore ambientale, L’audioprotesista, n. 60, aprile 2022.

Foraster M., Esnaola M., López-Vicente M., Rivas I., Álvarez-Pedrerol M., Persavento C., Sebastian-Galles N., Pujol J., Dadvand P., Sunyer J., Exposure to road traffic noise and cognitive development in schoolchildren in Barcelona, Spain: A population-based cohort study, giugno 2022

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dott.ssa Chiara Amato

Specialista in Audiologia e Foniatria. Si è specializzata con la lode presso l’Università degli studi di Catania e durante il percorso di studi ha approfondito tale disciplina presso l’ospedale Cà Foncello di Treviso, afferente all’Università degli studi di Padova. Si occupa della diagnosi, della cura e della riabilitazione di patologie uditive e di disturbi del linguaggio e della deglutizione.

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