el deafo

Anche Hollywood aiuta a combattere lo stigma della perdita dell’udito

Indossare un apparecchio acustico è ancora per molte persone uno stigma difficile da superare. Nel mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento sono molte le iniziative che intendono combattere questo stigma e presentare la sordità non solo come un ‘non problema’, ma addirittura come un superpotere.

È questo il caso di El Deafo, cartone presentato su di Apple TV+, adattamento televisivo della pluripremiata graphic novel di Cece Bell pubblicata originariamente nel 2014. In questa serie di tre episodi, affascinante e ricca di spunti, Cece Bell racconta la sua esperienze di bambina sorda negli anni ’70 e ’80, quando la perdita dell’udito e la sordità erano meno accettate di oggi. La serie animata affronta la consapevolezza di Cece della sua sordità immaginandosi come un supereroe chiamato “El Deafo” che la aiuta a superare varie sfide sociali, come il bullismo da parte dei suoi coetanei. Questa serie riflette una tendenza recente che vede una maggiore rappresentazione senza pregiudizi di individui con perdita dell’udito e sordità. Sono degli esempi i film come A Star is Born, Sound of Metal e La famiglia Bélier. Anche una recente serie televisiva dei Marvel Studios, Hawkeye, presenta Clint Barton, un maestro arciere con una perdita dell’udito a causa di una forte esposizione al rumore durante le sue battaglie come Avenger. Gran parte di questi film e serie televisive si concentrano sulla perdita dell’udito come elemento centrale della trama.

L’industria televisiva e cinematografica ha la possibilità di promuovere una migliore rappresentazione delle persone con ipoacusia e sordità. Gli autori di El Deafo utilizzano degli effetti audio per ricreare l’esperienza della perdita dell’udito. Gli spettatori possono infatti “sentire” cosa significa essere sordi e indossare apparecchi acustici. Ad esempio, quando Cece ascolta qualcuno parlare, l’audio è spesso distorto per ricreare l’esperienza di ciò che si prova con gli apparecchi acustici. A volte l’audio è ovattato per rappresentare i casi in cui la capacità di Cece di comprendere il parlato è particolarmente difficile a causa di fattori ambientali. In un’altra scena, durante una festa di compleanno, Cece si sente a disagio quando una ragazza cerca di usare il linguaggio dei segni con lei. Infatti oggi sono pochissimi i sordi che usano i segni, metodo soppiantato dalle moderne tecnologie che consentono un valido recupero della capacità auditiva “normale” con apparecchi acustici e impianti cocleari. E ancora, un’altra ragazza parla a Cece a voce esageratemente alta tanto da farla sentire a disagio. Con queste esperienze, il cartoon ricorda allo spettatore come per comunicare con le persone che non sentono bene non serve urlare e non serve trattarle in modo diverso.

Una condizione ancora poco conosciuta

La perdita dell’udito è piuttosto comune. Entro il 2050, si prevede che quasi 2,5 miliardi di persone in tutto il mondo avranno una perdita dell’udito. Di queste, almeno 700 milioni avranno bisogno di una riabilitazione uditiva. Quasi tre quarti delle persone di età pari o superiore a 70 anni soffrono di perdita dell’udito. Questa condizione colpisce anche i bambini a tassi sorprendentemente alti. Uno studio ha rilevato che quasi un minore su cinque è affetto da ipoacusia.

Sebbene l’ipoacusia sia molto diffusa, c’è una sostanziale mancanza di informazione e comunicazione per permettere ai bambini di conoscere meglio l’ipoacusia. L’uso di apparecchi acustici e la perdita dell’udito devono essere destigmatizzati e considerati come una condizione comune. Gli stereotipi inappropriati sono frequenti nei media: i personaggi con perdita dell’udito sono spesso rappresentati come goffi, vulnerabili, inferiori. Lo stigma della perdita dell’udito può infatti essere più dannoso della condizione stessa. A differenza degli occhiali, che sono considerati un oggetto fashion (solo pochi decenni orsono però erano oggetto di scherno), l’apparecchio acustico è ancora troppo spesso considerato un segno di disabilità. Questo stigma può influenzare l’approccio alla prevenzione e alla cura dell’udito, facendo sì che i pazienti esitino a sottoporsi a un test dell’udito o a indossare apparecchi acustici. Per i bambini, indossare gli apparecchi acustici diventa probabilmente più facile quando vengono accettati da amici, familiari e della società.

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Supereroi alla riscossa

Sia El Deafo che Hawkeye utilizzano l’immaginario dei supereroi per dimostrare che le persone disabili possono comunque incarnare la forza. I bambini spesso guardano ai supereroi come modelli di riferimento e l’industria dell’intrattenimento può svolgere un ruolo prezioso offrendo ai bambini con sordità altre figure a cui guardare. Show come El Deafo possono anche ricordare alle famiglie che spesso è la società a essere invalidante, non adattandosi alle esigenze dei bambini con perdita dell’udito o altre disabilità.

El Deafo o Hawkeye possono aiutare i piccoli pazienti e le loro famiglie a comprendere meglio alcune delle difficoltà affrontate dalle persone con perdita uditiva. Una rappresentazione precisa e positiva delle persone con perdita uditiva e degli apparecchi acustici aiuta a rimuovere lo stigma. Questi sforzi consentiranno ai bambini e alle loro famiglie di affrontare facilmente e con maggiore serenità e consapevolezza questa condizione. Per la popolazione pediatrica, l’utilizzo di mezzi di comunicazione visivi efficaci con rappresentazioni diverse e positive di personaggi affetti da ipoacusia può essere uno strumento utile per migliorare la salute fisica ed emotiva dei pazienti.

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