Sordità trasmissiva: cos’è e come si manifesta

La sordità – o meglio l’ipoacusia – è una condizione articolata all’interno della quale è possibile riconoscere diverse cause e diverse gravità, che incidono sulla qualità di vita delle persone affette e sulla possibile guarigione da tale condizione.

Come funziona l’orecchio

L’apparato uditivo può essere suddiviso in due grandi porzioni:

  • l’apparato di trasmissione rappresentato da orecchio esterno e orecchio medio;
  • l’apparato di ricezione costituito dall’orecchio interno e dal nervo acustico.
Anatomia dell'orecchio

L’apparato di trasmissione è deputato alla raccolta delle vibrazioni sonore dall’ambiente circostante e alla loro trasmissione alla parte più interna dell’orecchio.

L’apparato di ricezione (o apparato di trasduzione) è invece la porzione dell’orecchio in cui vengono convogliate le onde sonore raccolte ed è qui che vengono trasformate in impulsi nervosi che poi, viaggiando attraverso il nervo acustico, raggiungono le stazioni encefaliche e si trasformano nei suoni che sentiamo.

L’ipoacusia è quella condizione in cui si ha un deficit uditivo in seguito a un danno (acquisito o genetico) in una delle porzioni dell’orecchio. Se il danno riguarda l’apparato di trasmissione si parla di ipoacusia di tipo trasmissivo. Se il danno invece interessa una delle strutture dell’apparato di ricezione si parla di ipoacusia di tipo neurosensoriale.

Le cause di sordità trasmissiva

Le principali cause di ipoacusia improvvisa sono rappresentate da

  • tappi di cerume: la formazione di cerume da parte delle ghiandole del condotto uditivo esterno è un fenomeno del tutto naturale e fondamentale per la salute dell’orecchio. Il cerume ha un importante ruolo di protezione, favorendo la corretta lubrificazione e pulizia del condotto esterno e svolge un’azione antibatterica. Tuttavia alcune condizioni fisiologiche o azioni meccaniche errate possono creare un tappo che causa una sordità trasmissiva. Le condizioni che alterano l’eliminazione del cerume possono essere un eccessivo angolo di curvatura del condotto uditivo, un canale estremamente stretto o ancora il cattivo utilizzo del cotton fioc che spinge il cerume e lo compatta verso la membrana del timpano, formando un tappo.
  • otiti: le infezioni possono interessare il condotto uditivo esterno (otiti esterne) o l’orecchio medio (otiti medie). L’otite causa edema, cioè aumento eccessivo di liquido e materiale purulento che accumulandosi all’interno dell’orecchio non permette alla membrana del timpano di lavorare in maniera adeguata in risposta alle vibrazioni sonore. Nei bambini sono particolarmente frequenti le otiti catarrali, che impediscono la normale ventilazione dell’orecchio medio favorendo il ristagno di secrezioni fisiologicamente espulse attraverso il condotto tubarico.
  • perforazioni del timpano: su base traumatica o secondaria ad un’otite
  • sindromi influenzali e allergiche: gli agenti virali o gli allergeni provocano un’infiammazione locale e la conseguente produzione eccessiva di liquidi, che impediscono la normale ventilazione della cassa del timpano con disfunzioni della membrana timpanica che causano sordità temporanee.

I sintomi della sordità trasmissiva

L’ipoacusia trasmissiva si accompagna a un senso di ovattamento, dove i rumori sono attutiti e si fatica a percepire alcuni suoni specialmente quelli più lievi. Quando è di tipo temporaneo si riesce a “stappare” l’orecchio sbadigliando o soffiando mentre tappiamo il naso. Nel caso sia dovuta a un tappo di cerume di nuova formazione è possibile avere sollievo stirando verso l’alto o posteriormente il padiglione auricolare (è così possibile spostare il cerume e prendere un “sospiro di sollievo”) anche se il beneficio che se ne trae è di poca durata.

La terapia per la sordità trasmissiva

L’ipoacusia trasmissiva è una condizione risolvibile attraverso una corretta terapia medica. Nel caso in cui si pensi di soffrire di ipoacusia trasmissiva sarebbe bene rivolgersi a uno specialista audiologo od otorinolaringoiatra il quale, mediante un accorto e scrupoloso esame clinico dell’orecchio e mediante test ed esami specifici volti a valutare il livello e la natura della perdita uditiva, provvederà a mettere in atto operazioni (estrazioni del tappo di cerume) e terapie (antibiotiche, cortisoniche, o di altra natura) più adatte alle condizioni del paziente.

È in ogni caso assolutamente sconsigliata la medicazione “fai da te”. L’errato o non idoneo utilizzo di presidi medici o farmaci potrebbero trasformare una condizione facilmente risolvibile in un danno più articolato o addirittura permanente. Per esempio l’uso di gocce ceruminolitiche quando è presente una perforazione timpanica e non un tappo di cerume potrebbe portare all’insorgenza di vertigini violente e di infezione a carico dell’orecchio medio. Allo stesso modo, l’uso dei “coni” per rimuovere il cerume può essere responsabile di “ustioni” e microlesioni a carico della membrana timpanica.

Terapia chirurgica

In alcuni casi la terapia medica non basta e si rende invece necessario un approccio chirurgico per la risoluzione della sordità trasmissiva. È questo il caso delle perforazioni timpaniche molto estese o delle perforazioni di piccole dimensioni che non riescono a regredire spontaneamente, dell’otosclerosi e del colesteatoma.

Nel caso delle perforazioni timpaniche gli interventi che vengono effettuati sono diversi e si effettuano tenendo in considerazione l’entità del danno. Se la perforazione è di piccole dimensioni viene effettuato un intervento di miringoplastica che consiste nella “riparazione del foro” mediante l’apposizione di tessuto cartilagineo.

Se invece la perforazione è di grandi dimensioni con conseguente interruzione della catena timpano-ossiculare viene effettuato l’intervento di timpano plastica. Questo rappresenta l’intervento anche nei casi di colesteatoma e consiste nella rimozione dei residui timpanici ancora presenti nelle cavità dell’orecchio medio e successiva ricostruzione degli ossicini e della membrana del timpano con ricostituzione anatomica dell’unità di trasmissione degli stimoli sonori.

Anche l’otosclerosi in fase avanzata beneficia solo dell’intervento chirurgico di stapedotomia o stapedectomia consistente in una sostituzione della staffa (l’ultimo ossicino della catena) ossificata con una protesi artificiale.

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dott.ssa Chiara Amato

Specialista in Audiologia e Foniatria. Si è specializzata con la lode presso l’Università degli studi di Catania e durante il percorso di studi ha approfondito tale disciplina presso l’ospedale Cà Foncello di Treviso, afferente all’Università degli studi di Padova. Si occupa della diagnosi, della cura e della riabilitazione di patologie uditive e di disturbi del linguaggio e della deglutizione.

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