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I tipi di sordità (ipoacusia)

L’udito è uno dei cinque sensi che il corpo umano possiede. È preposto alla captazione dei suoni del mondo che ci circonda e alla loro trasmissione, sotto forma di impulsi elettrici, ai centri superiori di elaborazione situati a livello del cervello.

È attraverso l’udito che l’essere umano riesce a relazionarsi con il mondo esterno e con i propri simili, ed è anche attraverso l’udito che l’uomo riesce ad apprendere tutti i meccanismi essenziali a un normale sviluppo sociale e relazionale.

Con il termine di ipoacusia si indica un deficit della funzione uditiva, ossia una riduzione della capacità di raccogliere ed elaborare i suoni e quindi di “sentire”. L’ipoacusia può essere classificata in diverse forme sulla base di vari criteri: rispetto alla causa del danno, rispetto alla sede del danno, rispetto all’età di insorgenza, rispetto alla gravità

Com’è fatto l’orecchio e come funziona

L’orecchio può essere schematicamente suddiviso in tre porzioni che, procedendo dall’esterno all’interno, sono rappresentate da:

  • orecchio esterno: costituito da padiglione auricolare e condotto uditivo esterno, comprendendo la faccia esterna della membrana timpanica;
  • orecchio medio: costituito dalla faccia interna della membrana del timpano e dalla catena timpano-ossiculare, una struttura costituita da tre ossicini (martello, incudine e staffa) collegati l’uno all’altro che connettono da un punto di vista anatomico e funzionale la membrana timpanica all’orecchio interno. Nell’ambito di tale porzione auricolare è presente anche la Tuba di Eustachio, un piccolo condotto che pone in comunicazione l’orecchio medio (che è una sorta di scatola chiusa) con il rinofaringe (posto immediatamente dietro le cavità nasali) con la funzione di equilibrare la pressione aerea dell’orecchio medio con la pressione aerea esterna;
  • orecchio interno: si trova all’interno dell’osso temporale e vi si riconoscono due porzioni: una posteriore vestibolare, deputata al controllo dell’equilibrio e una anteriore, la coclea, deputata alla funzione uditiva, la quale svolge il proprio compito captando i suoni e trasferendoli all’encefalo attraverso il nervo cocleare (che assieme al nervo vestibolare, a partenza dalla porzione posteriore dell’orecchio, forma l’VIII paio di nervi cranici).
parti dell'orecchio

Le onde sonore ambientali vengono “raccolte” dal padiglione auricolare e convogliate, attraverso il condotto uditivo esterno, alla membrana timpanica la quale, in risposta all’arrivo di tali onde, inizia a vibrare. Queste vibrazioni vengono trasferite attraverso la catena timpano-ossiculare dalla membrana alla coclea, all’interno della quale si trovano le cellule ciliate, ossia le cellule sensoriali responsabili della captazione delle vibrazioni sonore e della loro trasformazione in impulsi nervosi. Da tali cellule prendono origine le fibre nervose che congiungendosi andranno a formare il nervo cocleare, responsabile della trasmissione delle informazioni raccolte al cervello.

Classificazione delle ipoacusie

Da un punto di vista prettamente clinico le ipoacusie vengono classificate sulla base di diversi criteri:

  1. Sede della lesione
  2. Epoca di insorgenza
  3. Gravità

1. Classificazione in base alla sede della lesione

1.1. Ipoacusia di tipo centrale

È dovuta a un’alterazione dei meccanismi di elaborazione nervosa ed encefalica del suono. Tale condizione è spesso caratterizzata da una soglia uditiva pressoché normale o da ipoacusia di grado lieve associata a un’accentuata difficoltà nella discriminazione verbale. Pur in assenza di particolari difficoltà nel percepire i suoni si hanno gravi difficoltà nel seguire i discorsi, specie in ambienti con accentuato rumore di fondo. Questo è ciò che si verifica nella neuropatia uditiva.

1.2. Ipoacusia di tipo periferico

Il danno è localizzato a livello delle strutture dell’orecchio. Se ne possono distinguere tre tipi:

1.2.1.Ipoacusia neurosensoriale

Si verifica quando il danno è a carico delle cellule ciliate dell’orecchio interno, che quindi non possono più elaborare il suono in maniera corretta. Tale ipoacusia si riscontra ad esempio in soggetti di età superiore ai 65 anni (presbiacusia) e in soggetti che, per motivi lavorativi o per stili di vita, sono esposti a rumori di elevata intensità per lungo tempo (ipoacusia da rumore).

1.2.2. Ipoacusia trasmissiva

È la condizione in cui vi è un ostacolo nella trasmissione delle onde sonore alle strutture recettoriali e alle strutture nervose, le quali risultano integre e ben funzionanti. Tale quadro di ipoacusia può riconoscere differenti cause:

  • ostruzioni (tappo di cerume, esostosi del condotto uditivo esterno)
  • patologie infiammatorie (otite esterna, otite media, perforazione timpanica)
  • alterata ventilazione dell’orecchio medio per disfunzione della Tuba di Eustachio

1.2.3. Ipoacusia di tipo misto

In questo caso l’ipoacusia risulta causata da alterazioni che coinvolgono sia le strutture dell’orecchio medio che le strutture dell’orecchio interno come accade ad esempio nell’otosclerosi.

2. Classificazione in base all’epoca di insorgenza

2.1. Ipoacusia congenita

È una condizione di deficit uditivo presente già al momento della nascita secondaria a fattori ereditari (secondaria ad alterazione genetiche) o acquisiti (secondaria a infezioni materne contratte durante la gravidanza, o all’uso di alcuni farmaci durante tale periodo)

2.2. Ipoacusia acquisita

Si parla di Ipoacusia acquisita quando questa insorge dopo la nascita. Tale condizione è spesso dovuta a infezioni acquisite nei primi anni di vita del bambino (per esempio meningite, parotite o morbillo) o conseguenti a recidivanti patologie infiammatorie a carico dell’orecchio in età pediatrica. L’ipoacusia acquisita è a sua volta distinta in ipoacusia prelinguale e postlinguale ad insorgenza rispettivamente prima o dopo l’acquisizione del linguaggio da parte del bambino.

3. Classificazione in base alla gravità

Sulla base della gravità è possibile distinguere l’ipoacusia valutando il valore di soglia uditiva (il suono a più bassa intensità che il soggetto riesce a percepire), ossia la “quantità” di perdita uditiva, stabilita mediante esame audiometrico tonale:

  • Lieve: soglia audiometrica compresa tra i 20 e i 40 dB
  • Moderata: compresa tra 41 e 70 dB
  • Grave: tra 71 e 95 dB
  • Profonda: soglia audiometrica oltre i 95 dB

A titolo di esempio una tabella riassuntiva dei vari suoni e dei relativi valori in dB (decibel).

Livelli di rumore

I campanelli di allarme

In età prescolare e scolare un rallentato sviluppo del linguaggio e/o un basso rendimento potrebbero rappresentare un campanello di allarme per calo della funzione uditiva.

In età adulta l’ipoacusia si manifesta spesso con difficoltà a comunicare con l’interlocutore, incapacità nel capire ciò che gli altri dicono, soprattutto in ambiente rumorosi.

Importanza riveste l’ipoacusia nella popolazione anziana, in quanto responsabile di isolamento sociale, calo di autostima e disinteresse per attività in precedenza praticate dal soggetto, tutte condizioni che potrebbero aggravare o accelerare i processi di deficit cognitivo caratteristici delle demenze.

In presenza di questi elementi suggestivi di possibile presenza di ipoacusia sarebbe consigliabile rivolgersi a uno specialista audiologo od otorinolaringoiatra per uno studio obiettivo e funzionale dell’orecchio e della funzione uditiva.


Cover foto creata da jcomp – it.freepik.com

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dott.ssa Chiara Amato

Specialista in Audiologia e Foniatria. Si è specializzata con la lode presso l’Università degli studi di Catania e durante il percorso di studi ha approfondito tale disciplina presso l’ospedale Cà Foncello di Treviso, afferente all’Università degli studi di Padova. Si occupa della diagnosi, della cura e della riabilitazione di patologie uditive e di disturbi del linguaggio e della deglutizione.

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