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Le sordità rinogene non colpiscono solo i bambini

Quando si parla di sordità rinogena si intende una riduzione della capacità uditiva causata da patologie infiammatorie della gola e del naso o da ostruzioni della tuba di Eustachio.

Pima di approfondire questo argomento sarebbe bene spiegare come funziona l’orecchio; questo si può dividere in tre diverse parti:

  • l’orecchio esterno: comprendente il padiglione auricolare, il condotto uditivo esterno e la faccia esterna della membrana del timpano;
  • l’orecchio medio: comprende la faccia interna della membrana del timpano e la catena degli ossicini (martello, incudine e staffa, articolati tra loro) che ha il compito di mettere in comunicazione il timpano con la coclea;
  • l’orecchio interno: costituito nella sua porzione anteriore dalla coclea (che ha il compito di trasmettere i suoni al cervello) e nella sua porzione posteriore dal labirinto (che contribuisce al controllo e alla regolazione dell’equilibrio del nostro corpo).

Affinché i suoni vengano percepiti dal nostro orecchio è fondamentale che la membrana timpanica sia nelle condizioni di poter vibrare e perché questo accada è necessario che all’interno dell’orecchio medio sia presente una pressione d’aria uguale a quella atmosferica. Tutto ciò è reso possibile dalla tuba di Eustachio, un piccolo canale che mette in comunicazione la cavità nasale con l’orecchio medio attraverso cui l’aria viaggia verso la cavità auricolare.

Caratteristiche della sordità rinogena

La sordità rinogena è una ipoacusia di tipo trasmissivo (quindi non legata ad alterazioni funzionali dell’orecchio interno) di entità lieve o moderata (sotto questi termini parlare di sordità è fuorviante in quanto non si ha una vera e propria sordità ma solo una riduzione della capacità uditiva). Non è stabile nel tempo, avendo un andamento stagionale con miglioramenti nel periodo estivo e peggioramento nei mesi invernali e nei cambi stagionali, in ragione delle cause che ci sono alla sua origine, ed è una situazione reversibile attraverso un’adeguata terapia medica o chirurgica.

Cause di sordità rinogena

Le patologie che ostacolano il flusso di aria verso l’orecchio possono essere responsabili di una riduzione di udito. Nella maggior parte dei casi si tratta di infiammazioni della gola o del naso che “bloccano” la tuba.

Nel bambino le cause più comuni di sordità rinogena sono rappresentate da:

  • Ipertrofia adenoidea: si ha un aumento di volume delle adenoidi a cui si associa spesso la presenza di recidivanti otiti sieromucose.
  • Otite media sieromucosa: caratterizzata dalla presenza di secrezioni sierose (ossia non infettate da batteri) all’interno dell’orecchio medio la cui presenza riduce la capacità del timpano di vibrare.
  • Patologie allergiche: causano un rigonfiamento delle mucose nasali che può interessare anche la tuba di Eustachio ostacolando la ventilazione dell’orecchio.

Nonostante la sordità rinogena sia una condizione che interessa principalmente l’età infantile (soprattutto i bambini di età compresa tra i 3 e i 10 anni), è possibile che essa si verifichi anche in soggetti adulti, soprattutto in caso di rinite, faringite, processi allergici, deviazione del setto nasale e ipertrofia dei turbinati nasali.

Diagnosi

La diagnosi è semplice. Viene posta sottoponendosi ad una visita specialistica audiologica. Un adeguato esame obiettivo dell’orecchio, del naso e della gola e l’utilizzo di esami diagnostici specifici permettono di identificare l’eventuale deficit uditivo e la causa che lo determina. Nell’ambito delle sordità rinogene l’esame più importante è rappresentato dall’esame impedenzometrico: esso viene fatto attraverso una piccola sonda che, introdotta nel condotto uditivo esterno, permette di valutare la mobilità e la capacità di vibrare della membrana timpanica. Il classico segno di cattivo funzionamento della tuba di Eustachio è rappresentato da un timpanogramma piatto o di una curva timpanometrica con il picco che si sviluppa a livelli pressori negativi.

Terapia

Lo scopo primario della terapia è quello di ripristinare la normale ventilazione dell’orecchio medio e la corretta vibrazione della membrana del timpano attraverso la risoluzione della patologia infiammatoria.

La terapia di prima scelta è rappresentata dalla terapia termale attraverso inalazioni e insufflazione tubo-timpaniche di acque sulfuree, capaci di ripristinare la normale pervietà tubarica e favorire il deflusso delle secrezione accumulate in orecchio medio.

In alternativa può essere prescritta una terapia aerosolica con farmaci cortisonici e fluidificanti.

Nei casi in cui l’ostacolo al flusso di aria sia di tipo meccanico e non funzionale, e sia quindi dovuto ad un ostacolo fisso al passaggio di aria attraverso la tuba, può essere presa in considerazione la terapia chirurgica rappresentata da adenoidectomia e tonsillectomia (nei casi in cui l’ipertrofia e l’infiammazione delle adenoidi e delle tonsille sia recidivante nel tempo e non trovi alcun beneficio dal trattamento medico) o la correzione chirurgica del naso (decongestione dei turbinati e settoplastica) nei casi in cui l’intralcio meccanico sia localizzato a livello delle fosse nasali.

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dott.ssa Chiara Amato

Specialista in Audiologia e Foniatria. Si è specializzata con la lode presso l’Università degli studi di Catania e durante il percorso di studi ha approfondito tale disciplina presso l’ospedale Cà Foncello di Treviso, afferente all’Università degli studi di Padova. Si occupa della diagnosi, della cura e della riabilitazione di patologie uditive e di disturbi del linguaggio e della deglutizione.

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