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Gli apparecchi acustici “invisibili” che si nascondono nell’orecchio

Sono gli apparecchi acustici IIC (Invisible-In-the-Canal), gli apparecchi acustici Oticon più piccoli in assoluto, così piccoli, da nascondersi nel condotto uditivo al punto di essere invisibili dall’esterno.

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Questi apparecchi acustici sono adatti a perdite uditive da lievi a moderate e si addentrano così in profondità nel condotto uditivo che le persone non riescono a notarli. Un sottile filo in plastica rimane accessibile per permettere di afferrare e estrarre l’apparecchio acustico quando l’utente non intende utilizzarlo. Come tutti gli apparecchi acustici Oticon Opn, anche il modello IIC (Invisible-In-the-Canal) si adatta automaticamente ai vari ambienti sonori, senza bisogno di estrarlo e cambiare le impostazioni durante la giornata.

Gli apparecchi acustici intrauricolari vengono realizzati su misura da un audioprotesista specializzato che effettua il calco del condotto uditivo per la produzione dell’apparecchio personalizzato, che si adatta perfettamente alla forma dell’orecchio.

Piccolissimi e invisibili, ma senza compromessi, gli apparecchi acustici IIC godono di tutta la tecnologia Oticon Opn per offrire un’eccellente qualità sonora, fornendo costante accesso ai suoni a 360° e per sentire chiaramente tutti i suoni circostanti e partecipare più attivamente alle conversazioni anche in luoghi rumorosi.

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Rispetto alla tecnologia tradizionale monodirezionale che predilige i suoni provenienti di fronte all’interlocutore, attenuando indifferentemente tutti gli altri suoni, la nuova tecnologia Oticon Opn è così potente da analizzare l’intero panorama sonoro e distinguere i suoni dal rumore. Riduce il rumore con precisione e rapidità e offre un panorama sonoro naturale a 360° nel quale spostare l’attenzione ogni volta si desideri.

Sentire con le orecchie, ma capire con il cervello

Come tutti gli apparecchi acustici Oticon, anche i piccolissimi IIC si basano sulla filosofia BrainHearing. L’udito è infatti un processo cognitivo complesso che avviene nel cervello. Minori sono i suoni che il cervello percepisce, maggiore è l’affaticamento generale e dunque l’idea di Oticon è quella di supportare il cervello offrendogli le condizioni necessarie per dare un senso ai suoni – anziché sovraccaricarlo aumentando il volume. In questo modo si riduce lo sforzo del cervello (il carico cognitivo) e, quindi, lo sforzo di ascolto. In più, il panorama sonoro risulterà più naturale e gradevole, anziché troppo amplificato o distorto.

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