se il bambino non sente bene non puo imparare a parlare

Se il bambino non sente bene non può imparare a parlare!

Un aspetto importante da considerare è che lo sviluppo del linguaggio non consiste solo nella produzione delle parole, ma comprende una serie di abilità tra cui la capacità di ascolto, il riconoscimento dei diversi suoni, lo sviluppo di adeguate competenze cognitive e affettive (che permettono al bambino di capire il significato dei suoni e di associarli a situazioni positive o negative).

In condizioni di un normale sviluppo il processo di acquisizione di linguaggio da parte del bambino è abbastanza rapido. Alla nascita i bambini non parlano ma sono in grado, entro pochi anni, di pronunciare e utilizzare in maniera corretta gran parte delle parole necessarie ad esprimere le loro necessità e i loro bisogni.

Il processo di costruzione del linguaggio avviene attraverso un’imitazione e una ripetizione da parte del bambino dei suoni che percepisce. Risulta dunque evidente che, affinchè l’acquisizione del linguaggio avvenga in maniera normale, risultano fondamentali alcune condizioni, tra cui:

  • un apparato uditivo e degli organi fonatori anatomicamente integri e ben funzionanti;
  • un normale sviluppo delle capacità intellettive;
  • un ambiente ricco di stimoli sonori che il bambino può così assorbire per poi imitare.

La funzione uditiva svolge un ruolo di primaria importanza sin dalle prime fasi della vita del bambino e perfino durante il periodo di vita intrauterina. Alcune ricerche mettono in luce come il feto reagisca diversamente a seconda che giungano fino a lui suoni ambientali o stimoli acustici con le caratteristiche della voce umana. A pochi giorni dalla nascita i neonati dimostrano una preferenza per i suoni della lingua nativa e, in particolare, per la voce materna.

Quindi, per lo sviluppo del linguaggio verbale, è necessario che il sistema uditivo sia perfettamente funzionante. La presenza di una perdita uditiva influenza la capacità verbale del bambino in modo diverso a seconda dell’età della sua insorgenza, della gravità e del tipo di deficit uditivo. Ad esempio nel caso di un’ipoacusia bilaterale profonda (perdita > 90 dbHL) le conseguenze sulla comunicazione sono molto importanti. Tale situazione priva infatti il bambino dell’esposizione alle caratteristiche acustiche della voce e comporta un mancato sviluppo della comunicazione orale. Diversamente da un deficit profondo, una perdita uditiva moderata non preclude necessariamente lo sviluppo linguistico ma, a seconda del danno, può essere responsabile di difficoltà di ascolto in ambienti rumorosi, di un ritardo nello sviluppo linguistico e di disturbi di articolazione nella produzione delle parole.

Anche l’epoca di insorgenza dell’ipoacusia influenza lo sviluppo delle abilità comunicative e linguistiche di un bambino. Si parla di ipoacusia pre-verbale se si manifesta prima che il bambino impari a parlare, post-verbale se il bambino diventa ipoacusico dopo aver appreso il linguaggio.

1. Ipoacusia pre-verbale

In questo caso un bambino ipoacusico pre-verbale può sviluppare modalità comunicative diverse da un normoudente. Egli riceve infatti prevalentemente stimoli dai canali visivo e tattile impara a comunicare soprattutto guardando i movimenti delle labbra (labiale), le espressioni del viso, i gesti delle persone che gli parlano. Egli tenderà quindi a usare la modalità comunicativa che gli è più spontanea: quella mimica e gestuale.

2. Ipoacusia post-verbale

Una grave perdita uditiva post-verbale determina una regressione delle conoscenze che il bambino già possiede e compromette gli apprendimenti futuri. Anche in questo caso di primaria importanza sono la protesizzazione precoce e l’allenamento costante. Il bambino è però facilitato perché la sua memoria conserva il ricordo degli stimoli sonori cui è stato esposto prima dell’insorgenza dell’ipoacusia.

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dott.ssa Chiara Amato

Specialista in Audiologia e Foniatria. Si è specializzata con la lode presso l’Università degli studi di Catania e durante il percorso di studi ha approfondito tale disciplina presso l’ospedale Cà Foncello di Treviso, afferente all’Università degli studi di Padova. Si occupa della diagnosi, della cura e della riabilitazione di patologie uditive e di disturbi del linguaggio e della deglutizione.

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