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Impianto cocleare: l’intervento e la riabilitazione

Gli esami da fare prima dell’intervento

L’idoneità a essere impiantati deve essere attentamente valutata attraverso una serie di esami di tipo clinico:

  • test audiologici tradizionali come l’audiometria tonale e vocale;
  • valutazione della resa protesica, cioè si analizzano le capacità uditive del paziente che indossa già l’apparecchio acustico. Se l’apparecchio dà pochi o nulli benefici si considera favorevolmente la possibilità di impianto. La valutazione viene solitamente effettuata dal logopedista secondo un protocollo ben definito che si differenzia in rapporto alle prestazioni del singolo individuo;
  • tomografia computerizzata (TAC) e/o risonanza magnetica. Questi esami servono per la valutazione della pervietà della chiocciola;
  • esami tradizionali per interventi in anestesia generale.

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Come si svolge l’intervento?

Una volta stabilità l’idoneità a essere impiantati l’intervento può essere eseguito subito. L’attesa è unicamente legata alla disponibilità dell’impianto da parte della casa produttrice e ovviamente dell’azienda ospedaliera. L’intervento è considerato di routine per un medico chirurgo esperto specializzato in otolaringoiatria o audiologia presso una struttura idonea.

L’intervento viene effettuato al microscopio in anestesia generale e prevede i seguenti momenti chirurgici:

  • incisione dietro e sopra l’orecchio;
  • preparazione delle vie d’accesso alla cassa del timpano con individuazione della finestra rotonda, attraverso la quale gli elettrodi vengono inseriti nella coclea;
  • preparazione della nicchia per l’alloggiamento del ricevitore;
  • introduzione degli elettrodi;
  • ricerca del riflesso stapediale per la valutazione della funzionalità dell’impianto;
  • fissaggio del ricevitore e sutura.

Come tutte le operazioni chirurgiche anche l’implantologia cocleare non è esente da rischi, ma che sono gli stessi di qualsiasi altra operazione chirurgica sull’orecchio eseguita in anestesia generale.

Cosa succede dopo l’intervento?

Gli elettrodi, la cui funzionalità viene già verificata in fase di intervento vengono attivati  dopo circa 20/30 giorni. Viene dunque eseguito il mappaggio ovvero la regolazione dell’impianto cocleare tramite la ricerca della soglia uditiva minima e massima e sulla distribuzione in frequenza del segnale sonoro. Le regolazioni si susseguono più o meno numerose nel tempo, al fine di adattare la percezione uditiva alle esigenze di ciascun soggetto.

In base alla reattività del paziente si passa alla fase riabilitativa dell’udito a cura di un logopedista. Alcune persone dopo pochi giorni dall’attivazione sono già perfettamente adattate e non necessitano di riabilitazione, mentre nella maggioranza dei casi è necessario un periodo di qualche mese. Sia negli adulti che nei bambini il periodo di riabilitazione è comunque variabile. I soggetti che necessitano di  una riabilitazione logopedica post-impianto devono essere consapevoli che questa fase è indispensabile per poter riacquisire completamente le capacità uditive e di espressione.

Le sedute, della durata di 1 ora circa, sono  settimanali o quindicinali. Dopo il periodo iniziale la frequenza si dirada. Per i bambini la terapia sarà più intensiva e protratta nel tempo. Impegno, fiducia e volontà sono le premesse per il raggiungimento del migliore risultato.

I benefici dell’impianto

La capacità di ascolto migliora già dai primi giorni, con ritmi diversi da una persona all’altra. L’adulto che ha avuto in passato un udito normale si adatta più rapidamente raggiungendo i migliori risultati nell’arco di 12/18 mesi. Nel bambino piccolo (2/4 anni) nato sordo o diventato tale prima dell’acquisizione della parola, il beneficio a livello di percezione uditiva si evidenzia fin dall’inizio, non altrettanto per bambini più grandi.

La comunicazione migliora. Persone che prima dell’impianto non erano in grado di sostenere una conversazione, dopo l’intervento non hanno difficoltà a comprendere la maggior parte delle parole.

Si ha un miglioramento della qualità della vita, un benessere psicologico, sociale e fisico. È questo infatti uno degli aspetti maggiormente apprezzati dai portatori di impianto cocleare. Il soggetto sordo, tolto dal silenzio riacquista sicurezza, fiducia, maggiore autonomia e ritrova la forza e il desiderio di comunicare.

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