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Strutture ospedaliere più accessibili alle persone con problemi di udito

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2050 una persona su dieci – circa 700 milioni di persone nel mondo – soffrirà di una perdita dell’udito invalidante. Sebbene l’ipoacusia colpisca persone di tutte le età, la prevalenza aumenta nelle persone più anziane, il che significa che con l’invecchiamento della popolazione l’ipoacusia diventerà la norma piuttosto che l’eccezione.

E le persone più anziane sono quelle che hanno più bisogno di cure mediche. Perciò una semplice chiamata in ospedale per un ricovero o per un controllo potrebbe essere un problema a causa della difficoltà di comprensione. Immaginiamoci un dialogo tra un anziano e il personale dell’ospedale:

– “Buongiorno, la chiamo per darle alcune istruzioni per il suo ricovero”   l’operatrice parla velocemente
– “Ho problemi di udito. Può inviarmele via e-mail, per favore?”
– “Mmm, non posso per questioni di privacy”
– “Va bene, proviamo, ma dovrà parlare più lentamente in modo che io possa capire quello che dice”.

L’operatrice inizia lentamente, ma poi abituata a questa prassi parla sempre più velocemente, tanto che l’anziano deve più volte farle ripetere le istruzioni.

Maggiore consapevolezza nelle strutture sanitarie

La formazione medica deve adattarsi alle esigenze di questa popolazione in costante crescita.

Le difficoltà di comunicazione possono essere un problema per i malati, ma anche e per il personale sanitario. Immaginate un medico che chieda al paziente quali siano le sue allergie e il paziente non capisca questa domanda o la interpreti in modo errato. Darà una risposta sbagliata che può essere pericolosa per la sua salute e causare problemi al medico che lo ha in cura.

Per questo negli USA la HLAA (Hearing Loss Association of America) ha istituito una task force che lavora sulla comunicazione nell’assistenza sanitaria, con l’ obiettivo di rendere gli ospedali più inclusivi nei confronti delle persone con problemi di udito. La priorità è assicurarsi che la comunicazione sia chiara, precisa e fornita in un modo che risponda alle esigenze di ciascun paziente.

Piccole modifiche alle procedure potrebbero rendere la comunicazione più chiara e meno stressante e tutti ne trarrebbero beneficio. Il linguaggio medico è spesso complesso e semplificare la comunicazione ne facilita la comprensione. Questo potrebbe essere utile non solo per le persone con problemi di udito, ma anche per tutti gli altri.

Basterebbero alcuni accorgimenti e modifiche nella metodologia per rendere il linguaggio medico più comprensibile per tutti:

1. Fornire dettagli importanti in forma scritta

Il nervosismo e lo stress che molti provano di fronte a una visita o a un ricovero possono rendere più difficile la comprensione delle informazioni. Quando i dettagli vengono fornite in forma scritta, è più facile comprenderli, consultarli e condividerli con i familiari.

2. Implementare metodi alternativi per avvisare le persone in sala d’attesa

Per le persone ipoacusiche è difficile sentire il proprio nome in uno studio medico o in una sala d’attesa ospedaliera. Implementare monitor o app che forniscano informazioni in modo testuale facilita la comprensione e diminuisce lo stress delle persone con problemi di udito che devono sempre stare in allerta in attesa che venga chiamato il loro nome.

3. Maggiore formazione del personale sanitario

In ambito medico, una comunicazione chiara e accurata è vantaggiosa per tutti, anche per chi presta le cure. Una migliore comunicazione riduce i rischi e i tassi di riammissione in ospedale. Un formazione adeguata del personale sanitario è fondamentale.


Immagine di copertina: Freepik

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