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La sordità infantile: screening ed esami

A cura del prof. Umberto Ambrosetti

Lo screening infantile neonatale

Lo screening neonatale è un metodo rapido per individuare i portatori di una data patologia non frequente, come la sordità, il cui precoce riconoscimento può evitare la comparsa di gravi conseguenze come la mancata o alterata acquisizione del linguaggio. 
Lo screening costituisce il primo passo della diagnosi di sordità.

Lo screening si esegue al secondo giorno di vita del neonato e permette di suddividere la popolazione in due gruppi: i bambini sani e bambini con sospetta sordità. In questa evenienza è possibile ripetere il test di perchè si possono verificare “falsi positivi” e solo se il sospetto di sordità viene confermato, è indispensabile procedere agli esami di approfondimento per capire l’entità della perdita di udito e impostare la terapia.

Screening a 3 anni

All’età di 3 anni si ritiene utile effettuare un ulteriore screening per ricercare le forme di sordità neurosensoriale, con una perdita uditiva media, e di sordità trasmissiva dando per scontato che le forme gravi e profonde siano già state evidenziate dai precedenti programmi di diagnosi precoce.

Bambino impianto cocleare sordità infantile

Gli esami per la diagnosi della sordità infantile

Esami audiometrici bambini

La diagnosi di sordità infantile è il passo successivo per i bambini con sospetto di sordità emerso in fase di screening. La diagnosi è un momento molto delicato che deve essere svolta presso un centro di audiologia attrezzato e specializzato nella diagnosi e nella terapia riabilitativa con logopedista della sordità infantile e provvisto di una grande esperienza.

La diagnosi deve utilizzare sia tecniche di audiometria soggettiva che oggettiva. Le tecniche soggettive sono quelle che prevedono la collaborazione del bambino. Le tecniche oggettive sono gli esami strumentali. Bisogna infatti ricordare che i bambini generalmente non sono in grado di collaborare all’esecuzione degli esami. Per cui è indispensabile non solo la verifica incrociata dei risultati, ma anche l’eventuale ripetizione degli esami.

Audiometria infantile: le tecniche soggettive

La rilevazione della soglia uditiva nei bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni presenta notevoli difficoltà perchè non è possibile ottenere, per la giovane età, delle risposte volontarie.
 Per superare questo ostacolo sono stati ideati dei test che sfruttano reazioni incondizionate al suono oppure reazioni ottenute dopo un opportuno condizionamento:

  • audiometria basata sui riflessi di orientamento incondizionato utilizzabile dai 6 ai 12 mesi (AMBO test e Boel Test);
  • audiometria basata sul riflesso di orientamento condizionato, utilizzabile tra 1 e 3 anni (teatrino di Suzuki);
  • audiometria con giocattoli, indicata in bambini dai 3 ai 5 anni (riflessi condizionati strumentali).

Dai 4 ai 5 anni è possibile effettuare l’audiometria convenzionale basata sulle risposte soggettive che vengono fornite senza alcun condizionamento.

I limiti di età riferiti sono indicativi poichè l’esaminatore sceglie una delle metodiche citate non tanto in base all’età anagrafica ma in base a quella mentale del soggetto da esaminare.



Audiometria infantile: le tecniche oggettive. Audiometria a risposte evocate (ABR)

L’audiometria a risposte evocate permette la determinazione della soglia uditiva nei soggetti che non possono o non vogliono collaborare con l’esaminatore. È una metodica molto importante per la diagnosi della sordità infantile.
 Il sistema nervoso centrale presenta un’attività elettrica che può essere registrata. Utilizzando un computer è possibile estrapolare una risposta specifica, nel nostro caso quella dovuta alla sola stimolazione sonora.
 Il segnale elettrico viene registrato mediante l’applicazione di elettrodi metallici sulla cute della testa. Tra l’elettrodo e la cute, precedentemente sgrassata, viene messa della pasta conduttrice. Gli elettrodi così fissati vengono connessi a un preamplificatore collegato a sua volta a un amplificatore.

La metodica attualmente più utilizzata in campo clinico pediatrico è quella dell’ABR (Auditory Brainstem Responses) in italiano Audiometria a Risposte Evocate perché fornisce risposte precise e poco influenzabili da fattori esterni. Infatti i farmaci utilizzati per sedare il bambino non inducono alterazioni nella registrazione delle risposte che sono molto stabili e ripetibili durante l’esame o in successive registrazioni.

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