Sordità  - Apparecchi acustici,acufeni, orecchio, sordità  infantile

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Protesi acustiche.

Le protesi acustiche oggi.

Le protesi acustiche sono solo di tipo digitale in quanto è cessata la produzione dei vecchi apparecchi analogici.
Con le protesi digitali, o meglio con i computer acustici come andrebbero chiamati, e’ possibile intervenire su migliaia di parametri sonori diversi con velocità di elaborazione infinitesime. In questo modo ne beneficiano sia la qualità di amplificazione dei suoni che la discriminazione delle voci. Inoltre anche il confort e la facilità d’uso vengono premiati.
La definizione “computer acustico” è appropriata in quanto gli apparecchi acustici, oggi, sono potenti PC miniaturizzati nelle dimensioni di poche decine di millimetri. Il principio di funzionamento è semplice: i suoni captati dal microfono vengono elaborati e amplificati digitalmente da un microprocessore e quindi ritrasformati in suono e inviati al timpano. L’applicazione protesica, però, richiede una profonda preparazione tecnica e audiologica del personale, sia in fase diagnostica che terapeutica, senza la quale si rischia di vanificare le potenzialità offerte dalla tecnologia.

In sintesi queste sono le prerogative delle protesi acustiche attuali:

  • adattabilita’ alle esigenze audiologiche dell’utente e quindi confort d’uso;
  • qualita’ di riproduzione sonora;
  • connettività wireless con telefono, telefonino, tv, pc;
  • gamma di applicazione per tutte le sordità: da livello lieve, medio, grave e profondo;
  • ampia scelta di modelli di protesi disponibili: open ear, retroauricolare, endoauricolare;
  • possibilità di utilizzo in “open ear o open fitting” grazie a minuscoli altoparlanti da posizionare direttamente nel condotto;
  • oltre 20 canali indipendenti di elaborazione del suono;
  • attivazione automatica di programmi per specifiche condizioni di ascolto (rumore di fondo, musica, telefono, ecc.);
  • microfoni direttivi e ultra direttivi;
  • soppressione digitale del feedback acustico;
  • telecomando opzionale per controllo del volume e di altre funzioni.

Il controllo automatico e adattativo dell’effetto Larsen (il fischio acuto della protesi) riduce o elimina uno dei più fastidiosi inconvenienti degli apparecchi e di migliorare le possibilità di applicazione. Inoltre questo dispositivo controllo del fischio consente di utilizzare le protesi a orecchio completamente aperto (open ear).
Gli apparecchi attuali sono in grado di individuare la presenza della voce e di adattare di conseguenza le modalità di amplificazione dell’apparecchio. Ciò consente di migliorare la comprensione della voce nel rumore e di ridurre la sovrastimolazione acustica in assenza di parlato. Questa ultima possibilità è particolarmente importante per ridurre l’affaticamento acustico nelle persone che frequentano ambienti molto rumorosi.
Un apparecchio deve essere regolato non solo sulla base dei referti audiometrici classici (audiometria, vocale, impedenzometria, ecc.) ma anche sulle capacità di elaborazione dei suoni del paziente, sul suo stile di vita, l’età, le sue esigenze. Per fare un esempio un manager, con vita sociale e lavorativa dinamica e basata sui contatti interpersonali avrà una capacità e una esigenza di elaborazione dei suoni diversa da un’altra persona che, a parità di perdita uditiva, svolge un lavoro ripetitivo con pochi contatti sociali. E’ proprio dall’analisi dello stile di vita e dall’età oltre che dai dati audiometrici tradizionali, che il software degli apparecchi più avanzati propone l’adattamento più idoneo. Questo tipo di adattamento basato sulle esigenze di vita e sulle capacità di ascolto del paziente rappresenta la nuova frontiera della terapia audioprotesica.

Le protesi a orecchio aperto.

L’applicazione protesica deve essere quanto più possibile a orecchio aperto (open ear o open fitting). L’importanza di utilizzare protesi acustiche con ampia ventilazione, già nota da tempo, è diventata ancora più evidente con la disponibilità delle protesi a orecchio aperto. Infatti malgrado l’uso di protesi acustiche con ampia ventilazione, l’occlusione del condotto uditivo esterno può essere causa di insoddisfazione d’uso. Occludendo anche parzialmente il condotto uditivo con l’applicazione di una protesi endoauricolare o retroauricolare con inserto auricolare, si provoca una variazione dell’acustica naturale dell’orecchio esterno con una ricaduta di effetti negativi. Innanzitutto viene persa la risonanza acustica naturale dell’orecchio, importante fonte di informazioni acustiche e di stimolazione sonora nella banda 2-3 kHz dei suoni acuti. Inoltre l’occlusione causa un’eccessiva amplificazione delle frequenze gravi e conseguente sensazione di rimbombo. Da non sottovalutare, infine, il frequente fenomeno dell’autofonia, l’ascolto alterato della propria voce. Tutto ciò è generalmente causa di difficoltà nella comprensione della voce, di riduzione del confort d’uso per il paziente e può aumentare la sensazione di “chiusura” e di percezione di un eventuale acufene. Attualmente l’uso delle protesi acustiche open ear ha superato molte di queste difficoltà, permettendo la vantaggiosa applicazione protesica anche in sordità lievi o con perdite solo delle frequanze acute. Nella nostra esperienza l’uso delle protesi open ear è estendibile alle sordità lievi, medie e in molti casi nelle sordità gravi. In questo ultimo caso, dopo qualche mese di acclimatamento acustico e se il paziente desidera una maggiore amplificazione di ascolto, è possibile sostituire il ricevitore (il mini altoparlante) con un altro di maggior potenza e aumentare il guadagno protesico.

Come sono fatte le protesi a orecchio aperto?

Protesi per sordità infantili.

Nell’applicazione infantile va tenuto conto di alcuni aspetti importanti:

  • la qualità della protesi deve essere ottimale in quanto il bambino deve essere messo in grado di sfruttare al massimo la stimolazione sonora e quindi di apprendere al meglio il linguaggio e gli insegnamenti scolastici;
  • la protesi deve disporre di un sistema anti fischio digitale adattativo, indispensabile nei bambini di pochi mesi che ancora non si sorreggono in piedi e nelle sordità gravi;
  • preferibili protesi non lineari per evitare eccessi di amplificazione dei suoni forti e aumentare la sensibilità dei suoni deboli (ad es. delle consonanti);
  • sconsigliabili le protesi endoauricolari prima dei 6-8 anni;
  • indispensabili alcuni accessori come: sistema di trasmissione FM per uso scolare, coperchietto portapila di sicurezza, rotellina volume disinseribile, colorazioni vivaci e attraenti per il bambino;
  • consigliabili nei bambini con perdite medie gli apparecchi a orecchio aperto.

Accessori per migliorare l’ascolto protesico: FM, wireless.

Le scuole sono sempre un luogo molto movimentato e rumoroso, in questo contesto il bambino portatore di apparecchio acustico può rimanere disturbato e incapace di distinguere correttamente le voci. Per ovviare a questo problema è disponibile il sistema FM che tramite un sistema di trasmissione FM senza fili collega le protesi del bambino a un microfono indossato dalla maestra. Ciò consente di sopprimere il rumore di fondo e di migliorare il rapporto segnale/rumore sino a 20 dB.
L’uso dell'FM è assolutamente consigliabile per tutti i bambini e ragazzi con sordità gravi e profonde dall’asilo all’università!
Le possibilità della tecnologia bluetooth sono sfruttate con successo anche in ambito audioprotesico per la connessione diretta con telefoni cellulari o fissi, pc e tv. In questo modo le protesi si trasformano in auricolari telefonici o cuffie senza fili, possibilità molto apprezzata da utenti con sordità importanti.

Metodi di regolazione della protesi acustica.

Per la regolazione delle protesi si utilizzano software prescrittivi dedicati che, utilizzando i dati audiologici del paziente, lo stile di vita, le esigenze e le sue abitudini di ascolto, suggeriscono all’audioprotesista la regolazione di partenza dell’apparecchio. Naturalmente questo è solo il primo passo della regolazione in quanto è indispensabile tenere conto sia delle osservazioni dell’utente che del suo grado di abitudine all’ascolto amplificato. Introdurre nel mondo dei suoni una persona che non abbia mai utilizzato dispositivi audioprotesici è un processo delicato che richiede qualche settimana di assuefazione da parte dell’utente e di regolazioni a cura dell’audioprotesista. Come regola generale, prima si interviene con un aiuto protesico migliori sono i risultati ottenibili. Ciò vale specialmente nelle persone anziane nelle quali, una ridotta stimolazione sonora a causa di una sordità trascurata può essere responsabile di una progressiva atrofia del canale uditivo.
La verifica della resa protesica è un momento fondamentale nella terapia protesico riabilitativa di adulti e bambini.
I bambini richiedono tecniche di verifiche specifiche che variano in funzione dell’età. Contrariamente a quanto si possa credere, la verifica nei bambini più piccoli (3-6 mesi) è più semplice in quanto è possibile sfruttare i frequenti momenti di sonno per effettuare le prove.

I test infantili includono:

  1. RECD o meglio guadagno di inserzione. Consiste nella misura dell’amplificazione erogata dall’apparecchi acustico a livello del timpano. Si utilizza allo scopo un sottilissimo tubicino sonda, la prova richiede circa 1 minuto per orecchio e non è assolutamente dolorosa.
  2. audiometria comportamentale con strumenti sonori. Le prove vengono ripetute senza e con l’apparecchio acustico. viene valutato il “guadagno funzionale” della protesi. La misura è meno precisa del guadagno di inserzione ma comunque fornisce informazioni utili per la regolazione dell’apparecchio.
  3. valutazione delle risposte alle stimolazioni ambientali. I genitori possono aiutare molto nella regolazione dell’apparecchio acustico riferendo le risposte del bambino ai suoni e rumori della vita famigliare.
  4. valutazione della resa della riabilitazione logopedica. La collaborazione tra audioprotesista e logopedista deve essere stretta e continuativa in quanto gli esercizi logopedici possono essere anche un ottimo strumento di verifica della resa protesica.
  5. compilazione di questionari per genitori e bambini in età scolare. Questi consentono la valutazione soggettiva dei benefici protesici nella vita di tutti i giorni. Le risposte dei questionari rappresentano pure una fotografia della soddisfazione d’uso.

I bambini dall’età di 3 - 5 anni sono in grado di svolgere le prove di audiometria vocale che vengono utilizzate per valutare i pazienti adulti. Il materiale e le modalità di esecuzione dei test sono ovviamente semplificate e adeguate a suscitare interesse e partecipazione nei bambini.

Nei pazienti adulti la verifica della resa protesica può comprendere a seconda delle necessità:

  1. guadagno di inserzione. Consiste nella misura dell’amplificazione erogata dall’apparecchi acustico a livello del timpano. Si utilizza allo scopo un sottilissimo tubicino sonda, la prova richiede circa 1 minuto per orecchio e non è assolutamente dolorosa.
  2. audiometria vocale con e senza competizione. Le prove vengono ripetute senza e con l’apparecchio acustico. Viene valutata la capacità di intendere parole e frasi di uso comune. Questa prova fornisce anche il “guadagno funzionale” della protesi.
  3. compilazione di questionari. Questi consentono la valutazione soggettiva dei benefici protesici nella vita di tutti i giorni. Le risposte dei questionari rappresentano pure una fotografia della soddisfazione d’uso.

Protesi a orecchio aperto o endoauricolari/retroauricolari?

Oggi le tecnologie di elaborazione digitale consentono alle protesi a orecchio aperto una ampia gamma di applicazione, dalle sordità lievi alle gravi. La facilità di applicazione e il confort d’uso unito alla resa d’ascolto ne fanno la scelta obbligata nelle applicazioni protesiche più avanzate. Le protesi a orecchio aperto consentono applicazioni prima quasi impossibili anche con gli endo o retroauricolari più sofisticati. Inoltre non bisogna dimenticare che gli endoauricolari sono di costituzione meno robusti (sono sempre apparecchi realizzati in pezzo unico a differenza dei retro prodotti in serie di decine o centinaia di migliaia) e comunque piu’ soggetti a manutenzione periodica.
L’uso delle protesi retroauricolari tradizionali oggi può essere limitato alle sordità più gravi o della prima infanzia.

Protesi acustica o impianto cocleare?

La risposta a questa domanda dipende da fattori diversi non solo audiologici.

E’ importante ricordare alcuni punti inderogabili:

nel bambino l’impianto deve essere preferibilmente effettuato precocemente a partire dai 18-24 mesi di vita, prima è indispensabile l’uso della protesi acustica e della terapia riabilitativa;

  • nell’adulto con sordità grave congenita che non ha mai sfruttato l’udito, non porta l’apparecchio acustico, l’impianto è sconsigliabile;
  • l’impianto è generalmente utilizzabile nelle sordità gravi che non trovano beneficio dall’uso di apparecchi acustici;
  • l’impianto deve essere effettuato presso un centro di riferimento che garantisca la presenza di un gruppo di lavoro affiatato composto da otochirurgo, specialista clinico, logopedista, audiometrista, audioprotesista.

La resa di un impianto cocleare può essere di molto superiore a quanto ottenibile con una protesi acustica e ciò è dimostrano da decine di migliaia di utenti soddisfatti.