News.
- Endoauricolari di GRANDE potenza (marzo 2010)
- La trasposizione del suono aiuta l'ascolto (08/09/2009)
- Mastica la gomma e salvi l'orecchio (19/01/2008)
- Sento meno ma vedo meglio! (03/11/2007)
- Impianto cocleare: ma è veramente costoso? (21/05/2006)
- Impianto e protesi cocleare nei bambini: un’accoppiata vincente (01/03/2006)
- L'otite media ricorrente nei bambini: può danneggiare la comprensione del linguaggio quotidiano? (7/11/2005)
- L'esposizione ai rumori può ridurre la sordità e l'insorgenza dell'acufene? (16/09/2005)
- Glutatione, antiossidanti, sordità e acufeni (3/02/2005)
- Un allarme per le orecchie dei nostri bambini (Natale 2005).
- Un passo in avanti della ricerca nella cura della sordità (22/10/2004).
- Le cellule staminali: sono il futuro per l'otologia? (1/09/2004)
- Intelligenza artificiale anche nelle protesi acustiche (14/05/2004)
- Fumo di sigaretta e rumore (23/04/2004).
- Rigenerazione delle cellule ciliate (17/04/2004).
- Rifinanziata la legge regione Lombardia 23/99 (28/01/04)
- Apprecchi acustici digitali: molta confusione! (24/01/04).
- Raggiunta la rigenerazione delle cellule ciliate dell'orecchio primo passo concreto verso la guarigione della sordità (03/09/03).
- I risultati della terapia degli acufeni TRT a 24 mesi (20/06/03).
- Nata una rivista per chi ha problemi di udito: Gaia (22/05/03)
- Gaia e Perseo: due nuove famiglie di apparecchi acustici digitali da Oticon e Phonak (22/05/03)
- Pubblicato il nuovo sordita.it (28/03/03)
- Nuova protesi di “super potenza” digitale anche da Phonak (28/03/03)
- Nuova protesi di "superpotenza" programmabile Oticon SUMO (10/3/2003)
- Ausili non protesici per migliorare la comunicazione (7/1/2003).
- Impianto cocleare e infezione meningea di tipo batterico (9/12/2002).
- Adapto Power (8/12/2002).
- Termina il sogno di Symphonix(14/11/2002).
Endoauricolari di GRANDE potenza [torna su]
a cura dell'Ing. Luca Del Bo
La resa delle protesi endoauricolari (da indossare nell’orecchio) è sempre stata penalizzata dalle dimensioni minuscole per due motivi: impedivano di montare altoparlanti potenti in quanto voluminosi, la stretta prossimità di altoparlante e microfono erano la prima ragione del feedback acustico (il fischio fastidioso udibile anche all’esterno). La soluzione obbligata per le sordità gravi era: la riduzione della amplificazione sulle frequenze medio-acute con relativo decadimento delle prestazioni di ascolto oppure… l’uso di apparecchi retroauricolari.
Con lo sviluppo di chip digitali con elevata capacità di elaborazione e la contemporanea disponibilità di altoparlanti potenti di piccole dimensione è oggi possibile realizzare protesi endoauricolari anche nel modello CIC (il più piccolo da posizionare nel condotto) con prestazioni di super e ultra potenza. In particolare circuiti di eliminazione digitale del feedback particolarmente efficaci consentono amplificazioni sulle frequenze medio acute paragonabili a quelle erogate da apparecchi retroauricolari di potenza esenti da fischio e quindi una migliore resa di ascolto.
La tecnologia delle moderne endoauricolari di ultra potenza è stata messa a punto nei laboratori di ricerca di aziende leader nel mondo audioprotesico come Starkey, GN Resound e Oticon ed è in grado di erogare amplificazioni di picco di 79 dB con uscita massima di 139 dB!
La trasposizione del suono aiuta l'ascolto [torna su]
a cura dell'Ing. Luca Del Bo
Una delle recenti innovazioni introdotte dalle protesi acustiche più tecnologiche, riguarda la transposizione in frequenza. Transporre significa spostare i suoni ed è proprio ciò che viene fatto dai circuiti digitali dell’apparecchio. In parole semplici la protesi preleva una porzione dei suoni da amplificare, generalmente si tratta dei suoni più acuti e quindi più difficili da essere percepiti e la sposta, per facilitare l’ascolto, in una zona dove l’udito ha migliore capacità.
Questa funzionalità è particolarmente interessante per le persone con perdite di udito sulle frequenze acute che, anche con amplificazioni sostenute, non possono essere pienamente recuperate.
L’efficacia è stata dimostrata anche da un recente studio apparso sulla rivista della American Academy of Audiology. I miglioramenti nel riconoscimento della voce sono provati e significativi; in particolare gli autori suggeriscono l’uso della transposizione anche nei bambini in età scolare con perdite sulle frequenze acute.
L’esperienza clinica raccolta presso il nostro centro di Milano è altrettanto positiva.
Sono disponibili oggi con questo tipo di elaborazione del suono apparecchi prodotti da Phonak e Wide.
Mastichi la gomma e salvi l'orecchio... [torna su]
H. B. Kouwen et alt. Ear & Hearing 2007
traduzione e adattamento a cura di Luca Del Bo
Una volta tanto una abitudine dei nostri bambini, spesso mal tollerata dai
genitori, può aiutare la salute dell’orecchio.
Masticare una gomma
può essere utile a ridurre le patologie all’orecchio
medio tanto diffuse nei bambini durante il periodo invernale.
Una importante ricerca svolta in Olanda, presso la Clinica Otorinolaringoiatrica
di Utrecht, ha coinvolto 1756 bambini di età compresa tra i 2 e i
6 anni; lo scopo dello studio era comprendere meglio i fattori che influenzano
la diffusione dell’otite media secretiva.
Si è visto che età e stagione influenzano direttamente la presenza
di otite, e questo era cosa nota a medici e genitori. La sorpresa è stata
constatare che la probabilità di sviluppare una otite media si riduce
del 40% nei bambini che masticano abitualmente la gomma!
Il motivo di ciò sta nella masticazione che aumenta la salivazione, il movimento dei muscoli orofacciali, la deglutizione e attiva i muscoli che controllano l’apertura delle Tube di Eustachio, canali che garantiscono il collegamento tra bocca e orecchio medio. Inoltre quando si mastica una gomma in genere si respira dal naso, altro fattore utile a mantenere in salute naso e bocca e quindi, di riflesso, l’orecchio.
Quindi, la prossima volta che nostro figlio ci chiede una gomma, accontentiamolo: magari aiuterà a mantenere in efficienza gli orecchi!
Sento meno ma vedo meglio! [torna su]
T. Mitchell et alt. International Journal of audiology 46-9 2007
traduzione e adattamento a cura di Luca Del Bo
Di plasticità cerebrale si parla oramai da alcuni anni con crescente
entusiasmo. E’ stato calcolato che ogni giorno nasce, nel nostro cervello,
un nuovo neurone per ogni 2000 esistenti: un esercito di neuroni freschi davvero
impressionante.
Purtroppo, se non vengono utilizzati, esercitati, questi nuovi soldatini muoiono
dopo pochi giorni. Questa rigenerazione continua consente la cosiddetta plasticità cerebrale,
attività che ha un ruolo primario soprattutto nelle persone con problemi
sensoriali o motori.
Una recente ricerca ha indagato sul ruolo e le prestazioni della vista in persone
con problemi di udito rivolgendo il proprio interesse a bambini audiolesi non
portatatori e portatori impianto cocleare. L’assenza dell’input
uditivo mette sotto pressione il sistema visivo che reagisce migliorando le
proprie prestazioni. La riorganizzazione cerebrale consente di trasferire il
controllo dell’ambiente dalla modalità uditiva a quella visiva; è però abbastanza
lenta e prosegue per molti anni dopo l’insorgenza della sordità.
La riprogrammazione è invece rapida dopo l’insorgere della sordità per
quanto riguarda le informazioni utili alla comprensione del liguaggio. La lettura
del linguaggio migliora rapidamente specialmente se il soggetto aveva esperienza
pregressa di attenzione “audiovisiva” alla parola.
In questo caso si parla di plasticità cross-modale della corteccia visiva
ed è proprio questo fenomeno di riorganizzazione il responsabile della
rapida integrazione della stimolazione visiva con quella uditiva fornita dall’impianto
cocleare. Le prestazioni visive dipendono soprattutto da come la persona le
usa. Non è che la persona audiolesa veda meglio di un udente, la verità è che
riesce ad utilizzare meglio ciò che vede!
Impianto cocleare: ma è veramente costoso? [torna su]
a cura di Luca Del Bo bioingegnere e audioprotesista
Il gruppo di ricerca audiologica di Nottingham (UK), centro di riferimento mondiale nell’applicazione infantile degli impianti cocleari, ha pubblicato in Aprile un interessante studio che confronta il costo sociale tra i bambini che utilizzano la protesi acustica e quelli con l’impianto cocleare. Se infatti è vero che l’applicazione dell’impianto è un atto costoso come chirurgia e costo del dispositivo stesso, è opportuno osservare che, proprio grazie all’efficienza dell’impianto, è possibile ridurre i costi di educazione in modo determinante.
La ricerca ha preso in esame, con estremo rigore scientifico, oltre 2000 bambini con problemi di udito che vivono nel Regno Unito; di questi 400 con impianto cocleare.
E’ risultato che grazie all’impianto cocleare è possibile risparmiare tra 15.000 e 40.000 Euro sul periodo di 12 anni relativo all’educazione scolastica obbligatoria. Il risparmio è maggiore nei bambini con le sordità più gravi. Inoltre l’uso dell’impianto cocleare si associa ad un migliore risultato scolastico.
Quindi l’uso dell’impianto cocleare nei bambini con sordità gravi, oltre a permettere un migliore apprendimento, consente un consistente risparmio di danaro pubblico!
da: Ear and Hearing April 2006 27,2, 18
Impianto e protesi cocleare nei bambini: un’accoppiata vincente [torna su]
a cura di Luca Del Bo bioingegnere e audioprotesista
E’ ancora molto diffusa la convinzione che protesi e impianto cocleare non possano “lavorare” contemporaneamente contribuendo a migliorare le capacità di ascolto di tante persone con sordità gravi.
Protesi acustiche e impianto cocleare invece, secondo la nostra esperienza, in molti casi possono essere utilizzati congiuntamente e con successo sia nei bambini che negli adulti.
Una importante conferma arriva dall’Australia, patria del maggior produttore di impianti cocleari, la Cochlear appunto, e dei National Acoustic Laboratories (NAL), organismo statale indipendente ai primi posti nel mondo per l’attività di ricerca in ambito protesico.
Con lo scopo di determinare l’effetto dell’ascolto binaurale (1 protesi e dall’altro orecchio l’impianto cocleare) i ricercatori del NAL hanno esaminato 18 bambini con prove di audiometria vocale e test funzionali in due condizioni: ascolto con il solo impianto e ascolto con impianto e apparecchio acustico.
I risultati indicano che in tutte le prove i bambini hanno ottenuti risultati significativamente migliori con l’uso contemporaneo di impianto cocleare e protesi acustica.
La conclusione è che tutti i portatori di impianto cocleare dovrebbero essere incoraggiati ad utilizzare una protesi acustica nell’orecchio opposto se sono presenti residui uditivi.
da: International Journal of Audiology 2005; 44:677-690
L’otite media ricorrente nei bambini: può danneggiare la comprensione del linguaggio quotidiano? [torna su]
a cura di Luca Del Bo bioingegnere e audioprotesista
Una ricerca che può interessare mamme e papà di bambini piccoli è stata pubblicata sull’autorevole rivista scientifica dell’American Academy of Audiology.
L’otite media è (purtroppo) molto frequente nei bambini in età prescolare e scolare. L’otite in genere induce una sordità temporanea che ai bambini può rendere più difficile l’ascolto della parola in un periodo critico per l’acquisizione del linguaggio come i primi anni di vita di gruppo.
Un gruppo di ricercatori dell’Università del Queensland in Australia, ha verificato la capacità di comprensione della parola in 484 bambini che frequentano la terza e quarta elementare. I bambini sono stati divisi in due gruppi: coloro che nel passato avevano sofferto di otite media e coloro che ne erano stati immuni.
Come prima conclusione, facendo la media dei risultati, non sono apparse differenze significative nella capacità di comprensione della parola tra i due gruppi.
Quindi le otiti medie ricorrenti influenzano l’acquisizione del linguaggio?
La risposta è no se si esamina la media dei risultati. Il risultato si rovescia se si analizzano i bambini caso per caso. Infatti, esaminando singolarmente i bambini che hanno sofferto di otite ricorrente, appare chiaro come alcuni di questi abbiano enormi difficoltà di comprensione del linguaggio.
Quindi, aggiungo io, i genitori di bimbi con otiti ricorrenti dovrebbero cautelarsi con controlli periodici dallo specialista audiologo.
rif. JAAA volume 16, n°5, Maggio 2005
L'esposizione ai rumori può ridurre la sordità e l'insorgenza dell'acufene? [torna su]
a cura di Luca Del Bo bioingegnere e audioprotesista
La sordità è un male comune e, nella nostra società basata sulla comunicazione, assume risvolti ancora più gravi per la qualità di vita. Una delle cause più comuni di sordità è il rumore sia lavorativo che da attività volluttuarie e di svago. Ma secondo alcune ricerche di recente pubblicazione il rumore ad intensità moderata sarebbe in grado di contrastare la sordità e l'insorgenza degli acufeni nelle perdite di udito da trauma acustico. Diversi studi hanno raggiunto i medesimi risultati come riportato da Audiology Today, rivista scientifica USA. I ricercatori hanno dimostrato che negli animali da laboratorio "assordati" con trauma acustici si ha un migliore recupero uditivo se, dopo il trauma, vengono ospitati un un ambiente moderatamente rumoroso. La ragione di tale risultato non è ancora chiara, comunque si ipotizza che la stimolazione uditiva con suoni di media intensità possa prevenire o quanto meno ridurre le modificazioni delle vie nervose che normalmente hanno luogo in caso di sordità improvvisa e che causano spesso la comparsa dell'acufene.
fonte: Audiology Today 2005 vol. 17, numero 3
Novità:
Da settembre Cochlear, azienda leader negli impianti cocleari, ha scelto Del
Bo tecnologia per l'ascolto come concessionario per la vendita e l'assistenza
ai propri prodotti. I portatori di impianti cocleari Nucleus Cochlear possono
rivolgersi a noi per manutenzione, ricambi e pile.
Glutatione, antiossidanti, sordità e acufeni. [torna su]
a cura di Luca Del Bo bioingegnere e
audioprotesista
Sempre più frequentemente si sente parlare dell’impiego di Glutatione nei pazienti che soffrono di acufeni.
L’impiego di questa sostanza si riconduce alla filosofia d’uso delle sostanze genericamente dette antiossidanti che, già da alcuni anni, sono conosciute e vengono prescritte sia dal medico di base che dagli specialisti ORL e Audiologi. Tuttavia man mano che si rendono disponibili studi sull’argomento, il glutatione sembra avere alcune caratteristiche che lo rendono più vantaggioso.
Che cosa è il glutatione.
Il glutatione è il più potente antiossidante endogeno, vale a dire prodotto dall’organismo stesso. Tecnicamente il glutatione è un tripeptide costituito cioè dall’insieme di tre aminoacidi : cisteina, acido glutammico e glicina.
All’interno del nostro organismo il glutatione ha un’azione spiccatamente antiossidante cioè è in grado di disattivare i pericolosi radicali liberi che sono i prodotti di rifiuto della ossidazione dei grassi, processo indispensabile al corretto funzionamento dell’organismo.
I radicali liberi se non vengono neutralizzati dagli anti ossidanti possono danneggiare le membrane cellulari e quindi la cellula stessa.
L’azione protettiva del glutatione si esplica in più modi che riassumiamo di seguito.
* Il glutatione impedisce che i radicali liberi si leghino alle proteine
fibrose del corpo evitando l’indurimento del collagene e mantenendo quindi
elastici i vasi sanguigni. Ne deriva una valida azione protettiva a livello
sia circolatorio che microcircolatorio;
* Migliora altresì l’attività del sistema immunitario potenziando
l’azione delle componenti cellulari macrofagiche e linfocitiche;
* In alcuni studi sugli animali è stata dimostrata un’azione antitumorale;
* Aiuta il fegato a disintossicarsi prevenendo l’azione tossica dell’alcool;
* Neutralizza l’azione di sostanze tossiche quali metalli pesanti e derivati
benzenici presenti come residuo della combustione di carburanti;
* Riduce o elimina gli effetti dannosi delle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti
a cui veniamo quotidianamente esposti.
* Viene consigliato per prevenire la degenerazione maculare (cellule neurosensoriali
della retina) e verosimilmente anche dell’orecchio interno (cellule neurosensoriali
della coclea).
Il glutatione non è tossico poiché anche assumendone dei grammi al giorno (dose consigliata 30 mg.) non si dimostrano effetti collaterali. Con il riscaldamento dei cibi il glutatione si distrugge e viene in gran parte neutralizzato dall’azione del fegato.
Alimenti ricchi di glutatione sono soprattutto alcuni vegetali come papaia, cocomero, spinaci, asparagi, pesca, carota, melone, arancia, pomodoro, fragola, pompelmo, avocado.
Come agisce il glutatione nell’orecchio interno?
La parte nobile dell’orecchio interno (coclea) è costituita da minuscole cellule (cellule ciliate) che grazie a sottilissime cilia captano le vibrazioni sonore e le “traducono” in impulsi elettrici utilizzabili dal nervo acustico.
Si dice genericamente che rumori molto intensi, virus e molte altre cause naturali (la vecchiaia per esempio) possono distruggere o alterare le cilia provocando sordità e/o acufene. Ma il processo di degenerazione è assai più complicato. Semplificando possiamo dire che normalmente il lavoro interno alle cellule ciliate stimolate dai suoni genera radicali liberi che vengono neutralizzati dagli antiossidanti presenti nella cellula. Quando la stimolazione sonora è eccessiva o la cellula è debilitata per esempio per un inadeguato afflusso di sangue, le difese antiossidanti non sono sufficienti a neutralizzare i radicali liberi che possono danneggiare la cellula stessa sino a causarne la morte.
Studi scientifici hanno dimostrato che aumentando la quantità di glutatione nell’orecchio interno di cavie preventivamente all’esposizione sonora il danno si riduce anche di molto.
Allora abbiamo scoperto il trucco per mantenere in perfetta forma i nostri orecchi? Ahimè no perché se assumiamo glutatione questo viene quasi completamente eliminato dal fegato prima di giungere all’orecchio. Inettare il glutatione direttamente nell’orecchio interno anche se teoricamente è possibile tramite micropompe non è cosa facile…
Comunque oggi la ricerca mira a individuare quegli agenti chimici che possono essere utilizzati dall’orecchio per sintetizzare il glutatione.
In attesa del medicamento salva orecchio, il suggerimento è di mantenere una dieta con apporto di antiossidanti come vitamine, minerali, flavonoidi e carotenoidi frutta e verdura) con l’utilizzo combinato di prodotti contenenti vitamine e sali minerali.
Segnaliamo le vitamine del gruppo B ed in particolare la B1 (Tiamina) , la B 3 (Niacina ) , la B 12 (cianocobalamina) , la B 6 (Piridossina) e l’acido Folico . Fra i sali minerali importanti sono lo Zinco ed il Magnesio.
Fra i rimedi erboristici rileviamo il già noto da tempo Ginko Biloba che contiene potenti antiossidanti come i flavonoidi ed esplica azione fluidificante sul sangue.
Sono reperibili sul mercato proposte più o meno personalizzate realizzate da farmacisti con metodi galenici che si presentano come cocktail delle varie sostanze.
Come gli antiossidanti possono essere utili nel caso di acufene?
Certamente non si tratta di sostanze che possono spegnere il tinnitus dalla
sera alla mattina ma il loro impiego deve essere interpretato come supporto
nell’ambito di una terapia riabilitativa di ampio respiro.coma la TRT.
La finalità può essere quella, una volta che sia stata precisata
accuratamente la diagnosi e sia stata prescritta una terapia tipo TRT, di mettere
l’organismo nelle condizioni migliori per prevenire ulteriori stress
metabolici e compensare le situazioni deficitarie che possono generare e sostenere
una condizione acufenopatica.
Un allarme per le orecchie dei nostri bambini (da comunicare anche a Babbo Natale!) [torna su]
a cura di Luca Del Bo bioingegnere
e audioprotesista
Anche senza essere esposti al rumore per motivi lavorativi, molte attività quotidiane di svago possono essere lesive per il nostro orecchio. Basti pensare all’ascolto della musica amplificata, attività diffusissima tra i giovani, alle numerose attività ricreative rumorose come viaggi in moto, hobbistica con utensili vari, manifestazioni sportive motoristiche, ascolto di musica in cuffia…
Ma anche molti giocattoli sonori comunemente utilizzati dai nostri bambini possono essere pericolosi per l’udito. E si inizia dalla culla basti pensare che alcuni sonagli per lattanti raggiungono i 110dB, si passa poi ai 120 dB erogati da chitarre o tamburi giocattolo per poi raggiungere i 129 dB dei telefoni (giocattolo). Ancora peggio le armi giocattolo e gli amplificatori di voce per i mini cantanti che possono superare i 130 dB. Questi dati allarmanti sono riportati dalla associazione “League for the hard of Hearing” molto popolare in USA tra le persone con sordità grave.
Per avere un termine di misura basti ricordare che un rumore, maggiore di 85 dB(A), può avere effetti lesivi permanenti sull’udito come sordità o acufeni. Gli 85dB (A) sono poi il limite fissato dalle norme internazionali di tutela dei lavoratori per l’utilizzo di protezioni! La lesione dipende dall’intensità del rumore e dalla sua durata ma una esposizione singola ad un suono molto forte, per esempio 120 dB(A) per 2 ore, può causare acufene permanente a seguito di mini traumi all’orecchio interno.
Cosa possiamo fare? In Danimarca il Ministero degli affari sociali fornisce a genitori e adulti una serie di suggerimenti:
* pensare anche al rumore del giocattolo che si intende regalare;
* invitare l’uso di giocattoli molto rumorosi come strumenti musicali
e pistole all’aperto;
* attrezzare le camere dei bambini con tappeti e tende per attutire i suoni.
Il mio suggerimento è: educare i nostri bambini ad uno stile di vita meno rumoroso e più rispettoso del proprio udito e delle orecchie di parenti e amici magari impegnandoci a mettere il silenziatore anche a molte nostre attività quotidiane!
Un passo in avanti della ricerca nella cura della sordità. [torna su]
a cura di Luca Del Bo bioingegnere e audioprotesista
Scoperta l'arma segreta utilizzata dall'orecchio per trasformare i suoni in un messaggio comprensibile al cervello, ovvero in una corrente elettrica. La ricerca, pubblicata su Nature, e' stata condotta negli Stati Uniti nella Universita' della Virginia.
La molecola, alla quale gli scienziati davano la caccia da oltre dieci anni, si chiama TRPA1 e si trova alla sommita' delle microscopiche cilia che tappezzano la superficie
delle cellule dell'orecchio interno (la coclea). Clonandone il gene sara' possibile andare alla ricerca di mutazioni che causano molti casi di sordita' ed i ricercatori ritengono che nell'arco di 5-10 anni si potra' pensare alla possibilita' di ripristinare l'udito con la terapia genica.
La molecola forma un tunnel microscopico alla sommita' delle ciglia delle cellule, il quale si apre quando le ciglia si muovono.
L'apertura dei canali fa penetrare nelle cellule ioni potassio e calcio, elettricamente carichi, generando una corrente elettrica. Questa eccita le terminazioni nervose del nervo acustico e da qui parte il messaggio elettrico che arriva alla corteccia uditiva nel cervello. Bloccando la molecola in vari modi hanno dimostrato che il segnale nervoso in risposta ai suoni non parte. I ricercatori hanno raggiunto questo risultato su embrioni di topolini e pesce zebra e quindi non si può ipotizzare se e quando potrà avere inizio la sperimentazione sull’uomo.
Bibliografia: Nature, 13 ottobre 2004
Novità
Per chi vuole conoscere meglio l’orecchio è disponibile il corso elearning su www.aevo.org. L’accesso è gratuito!
Le cellule staminali: sono il futuro per l'otologia? [torna su]
a cura di Luca Del Bo bioingegnere
e audioprotesista
Questa volta è “Audiology and Neuro-othology”, autorevole rivista scientifica del settore audiologico, a trattare l’importante tema dell’uso delle cellule staminali per la terapia della sordità.
L’uso di cellule staminali è certamente una prospettiva che affascina i medici e ancor di più i potenziali utenti ma ad oggi non si conosce se esista, nell’orecchio interno, una popolazione di cellule staminali sfruttabili per rigenerare le fibre nervose danneggiate. I ricercatori che lavorano al Children’s Hospital e all’Harvard Medical School di Boston ipotizzano la possibilità di utilizzare le staminali del sistema vestibolare per riparare danni alla coclea dell’orecchio interno. Oltre alle staminali vestibolari potrebbero essere impiegate altre staminali come le embrionali, le neurali, le ematopoietiche.
Per ora quindi la ricerca è ancora in una fase iniziale e si ignora se esistono nei mammiferi cellule staminali utilizzabili con successo per la rigenerazione dell’orecchio interno e quindi per la cura delle sordità neurosensoriali (le più diffuse). La pubblicazione di articoli come questo comunque lascia intendere il crescente interesse della comunità scientifica mondiale sull’argomento.
tratto da:
Audiology & Neuro-Otology 2004;9:72-80
The Potential Use of Stem Cells for Cochlear Repair
Mark A. Parker (a,b), Douglas A. Cotanche a,b
a.Department of Otology and Laryngology, Harvard Medical School, and
b.Department of Otolaryngology, Children's Hospital, Boston, Mass., USA
"Intelligenza artificiale" anche nelle protesi acustiche (finalmente). [torna su]
a cura di Luca Del Bo bioingegnere e audioprotesista
Negli ultimi anni le protesi digitali di alta qualità hanno gradualmente introdotto una serie di funzioni prima impensabili con gli apparecchi tradizionali. Queste innovazioni tecnologiche si sono tradotte per l’utente in un buon miglioramento del confort di ascolto e nella facilità di uso dell’apparecchio. Un punto su cui anche le protesi digitali più avanzate sembravano carenti è la resa nelle condizioni più difficili come ristorante, riunioni affollate, a pranzo...
Per migliorare l’ascolto in queste circostanze la protesi deve disporre di un “cervello” computerizzato molto potente in grado di elaborare tutte le più importanti caratteristiche della voce contemporaneamente e molto velocemente. Quindi è necessario un computer acustico con una potenza di elaborazione decine di volte superiore a quanto sino ad oggi disponibile.
Per colmare questa lacuna Oticon ha realizzato una nuova protesi digitale che, grazie al potente computer che la equipaggia, può vantare l’“intelligenza artificiale”, cioè la capacità della protesi di elaborare il suono in modo intelligente cercando di simulare i processi del cervello umano.
Senza addentrarci in dettagli tecnici l’intelligenza artificiale dovrebbe garantire un miglioramento di ascolto nel rumore, maggior confort d’uso in quanto la regolazione dell’apparecchio viene “tagliata su misura” alle abitudini del paziente ed una notevole qualità sonora.
La nuova protesi è in grado di coprire tutte le sordità sino alle medio – gravi con esclusione delle ipoacusie profonde.
Per maggiori informazioni tel 02 48011361 oppure delbo@sordita.it
Luca Del Bo
Fumo di sigaretta e rumore: mix letale per l’orecchio. [torna su]
a cura di Luca Del Bo bioingegnere e audioprotesista
La combinazione di rumore e fumo di sigaretta è in grado di raddoppiare il rischio di sordità, ciò secondo uno studio estensivo condotto in Giappone su 4624 lavoratori.
Infatti il rischio di sordità in chi fuma e lavora in ambienti rumorosi è 156% più alto rispetto agli impiegati in lavorazioni non rumorose.
Bene, che il rumore facesse male all’orecchio non è una novità ma è interessante sapere che, se il rumore aumenta il rischio di sordità del 77%, il fumo di sigaretta è responsabile di un aumento del rischio del 55%!
Il fumo da lungo tempo è considerato una possibile causa di sordità e i risultati di questo studio, in linea con altre ricerche, dimostrano che il fumo può essere causa di sordità sulle frequenze acute.
Il fumo, introducendo CO (monossido di carbonio) nel sangue, aumenta la richiesta di ossigeno nel corpo. Contemporaneamente il fumo di sigaretta riduce l’apporto di ossigeno all’orecchio interno alterandone l’efficenza.
Un motivo in più per smettere di fumare!
da: Occupational& Environmental Medicine 1-2003.
Ancora nuove e buone notizie sulla rigenerazione delle cellule ciliate dell’orecchio interno. [torna su]
a cura di Luca Del Bo bioingegnere e audioprotesista
Dopo i primi risultati pubblicati nello scorso giugno 2003, anche i ricercatori della Harvard Medical School hanno raggiunto dei risultati positivi nella rigenerazione delle cellule ciliate dell’orecchio interno.
Gli studiosi americani hanno infatti creato (in laboratorio sotto cultura) alcune cellule cilate da cellule embrionali del topo e successivamente le hanno impiantate nell’orecchio interno di un embrione di pollo.
I risultati sono stati presentati ufficialmente alla comunità scientifica e rappresentano un passo in avanti nella cura della sordità “all’origine” e cioè a livello dell’orecchio interno.
Non va dimenticato, però, che la sperimentazione viene svolta solo su cellule di animali e NON riguarda l’uomo. Ad oggi non si sa quando avrà inizio la sperimentazione sull’uomo, non certo a breve scadenza...
Il ruolo delle cellule ciliate
Per comprendere l'importanza del risultato raggiunto bisogna rammentare che
oltre l'80% di tutte le sordità dipende da una lesione delle cellule
ciliate. Le cellule ciliate all'interno della coclea trasformano le vibrazioni
acustiche provenienti dal timpano in impulsi elettrici utilizzabili dal nervo
acustico. Sino ad oggi un danno a queste cellule veniva ritenuto irreversibile
e non curabile: le cellule ciliate distrutte da trauma acustico, età,
virus, farmaci ototossici morivano causando sordità permanente. La
gravità della sordità è proporzionale alla quantità di
cellule ciliate danneggiate; l'unica soluzione per la persona con sordità da
danno delle cellule ciliate (sordità neurosensoriale) è oggi
(e verosimilmente per molti anni ancora) l'applicazione di una protesi acustica.
Rifinanziata la legge regione Lombardia 23/99 per acquisto di strumenti tecnologici da parte di invalidi riconosciuti. [torna su]
a cura di Luca Del Bo bioingegnere e audioprotesista
E' stata rifinanziata la legge regionale 23/99 che prevede il rimborso sino al 70% del costo di acquisto di dispositivi tecnologici avanzati per disabili.
Novità!
* Sono rimborsabili sino al 70% delle spese sostenute per l'acquisto di ausili
riconducibili se di utilità documentata. Quindi si prefigura il rimborso
anche della quota riconducibile di apparecchi acustici digitali di alta qualità.
* Non ci sono più vincoli di scadenza del bando, si desume che verranno
erogati contributi sino al totale utilizzo dei fondi disponibili.
Inoltre sono ammissibili i sistemi di trasmissione FM per gli invalidi adulti, i computer, gli avvisatori luminosi, i telefono amplificati, i videotelefoni, ecc.
Siamo a disposizione per ulteriori informazioni in merito.
(tel 02 48011361 oppure delbo@sordita.it)
Apprecchi acustici digitali: molta confusione! [torna su]
a cura di Luca Del
Bo bioingegnere e audioprotesista
Di protesi acustiche digitali si sente spesso parlare anche perchè,
nel giro di pochi anni, le protesi tradizionali non saranno più disponibili.
Ma pensate che le protesi digitali siano tutte uguali?
No, ovviamente, e come per altri prodotti di largo consumo, anche nella tecnologia
protesica esistono prodotti di alta qualità e prodotti meno performanti.
Sul mercato sono disponibili anche protesi digitali molto semplici che, in quanto tali, non beneficiano di tutti i vantaggi della tecnologia digitale. Forse in qualità e resa spesso sono battute dalle "vecchie" protesi analogiche.
Ma come può fare l'utente a orientarsi nella jungla di dati tecnici (canali, bande, limitatori di rumore, di feedback, frequenza di elaborazione, terza, quarta generazione, ecc.) che spesso accompagnano le protesi digitali?
Cerchiamo di entrare un pò nella filosofia digitale di alta qualità.
La protesi acustica digitale
Con il digitale si e' inaugurata (finalmente) un nuova filosofia di approccio all'utente: prima l'utente era costretto ad adattarsi all'ausilio acustico, con le protesi digitali, o meglio con le protesi digitali più avanzate, e' la protesi che puo' adattarsi alle esigenze dell'utente. Con questo tipo di ausilio e' possibile intervenire su 15, 20 anche 30 parametri diversi che definiscono modalita' e tipo di elaborazione sonora da inviare all'orecchio dell'utente.
La protesi digitale si definisce computer acustico perche' e' un vero computer miniaturizzato nelle dimensioni di un retroauricolare o addirittura di un endoauricolare; i suoni captati dal microfono vengono elaborati digitalmente da un microprocessore e quindi ritrasformati in suono e inviati al timpano.
In sintesi queste le prerogative delle protesi digitali più avanzate:
* massima adattabilita' alle esigenze audiologiche dell'utente;
* grande confort d'uso;
* eliminazione o attenuazione di disturbi ricorrenti come fischio, rimbombo;
* massima qualita' di riproduzione sonora e completa riprogrammabilita';
* ideali anche e soprattutto per le sordità infantili;
* applicazione per tutte le sordità: da livello lieve, medio, grave
e profondo.
Protesi digitali di alta qualità
Sono oggi disponibili protesi digitali dalla terza generazione, dette anche di alta qualità.
Cosa si intende per terza generazione? La differenza rispetto agli apparecchi di base riguarda alcune funzionalità offerte della tecnologia digitale che consentono:
* un migliore e più confortevole utilizzo dell'apparecchio,
* un più raffinato adattamento alle esigenze di vita del paziente.
Per quanto riguarda il punto 1
* Gli apparecchi digitali di alta qualità offrono il c ontrollo permanente
automatico e adattativo dell'effetto Larsen (il fischio acuto della protesi)
che consente di ridurre o eliminare uno dei più fastidiosi inconvenienti
degli apparecchi di potenza e di migliorare le possibilità di applicazione.
Inoltre il controllo del fischio consente di utilizzare inserti auricolari
aperti o ventilati aumentando il confort di uso specialmente di chi inizia
ad utilizzare gli apparecchi acustici.
* Negli apparecchi digitali di alta qualità è presente un dispositivo
digitale in grado di individuare la presenza della voce e di adattare di conseguenza
le modalità di amplificazione dell'apparecchio. Ciò consente
di migliorare la comprensione della voce nel rumore e di ridurre la sovrastimolazione
acustica in assenza di parlato. Questa ultima possibilità è particolarmente
importante per ridurre l'affaticamento acustico nei bambini che notoriamente
frequentano ambienti molto rumorosi.
Per quanto riguarda il punto 2
Un apparecchio digitale della terza generazione può e deve essere regolato
non solo sulla base dei referti audiometrici classici (audiometria, vocale,
impedenzometria, ecc.) ma anche sulle capacità di elaborazione dei suoni
del paziente. Per fare un esempio un professionista, con vita sociale e lavorativa
dinamica e basata sui contatti interpersonali avrà una capacità e
una esigenza di elaborazione dei suoni diversa da un'altra persona che, a parità di
perdita uditiva, svolge un lavoro ripetitivo con pochi contatti sociali. E'
proprio dall'analisi dello stile di vita e dall'età oltre che dai dati
audiometrici tradizionali, che il software dei digitali super propone un tipo
di regolazione che potra essere di amplificazione lineare oppure non lineare
con caratteristiche di adattamento veloce o lento. Questo tipo di adattamento
basato sulle esigenze di vita e sulle "prestazioni"di ascolto del
paziente rappresenta la nuova frontiera della filosofia di applicazione audioprotesica.
Raggiunta la rigenerazione delle cellule ciliate dell'orecchio primo passo concreto verso la guarigione della sordità [torna su]
L'articolo apparso a giugno sull'autorevole rivista scientifica "The
journal of Neuroscience" probabilmente segnerà una svolta decisiva
nella terapia della sordità.
Un gruppo di ricercatori delle università di Osaka, Tokyo (Giappone)
e del Michigan (USA) sono riusciti a far ricrescere le cellule ciliate dell'orecchio
interno in mammiferi adulti utilizzando una raffinata tecnica genetica.
Il ruolo delle cellule ciliate
Per comprendere l'importanza del risultato raggiunto bisogna rammentare che oltre l'80% di tutte le sordità dipende da una lesione delle cellule ciliate. Le cellule ciliate all'interno della coclea trasformano le vibrazioni acustiche provenienti dal timpano in impulsi elettrici utilizzabili dal nervo acustico. Sino ad oggi un danno a queste cellule veniva ritenuto irreversibile e non curabile: le cellule ciliate distrutte da trauma acustico, età, virus, farmaci ototossici morivano causando sordità permanente. La gravità della sordità è proporzionale alla quantità di cellule ciliate danneggiate; l'unica soluzione per la persona con sordità da danno delle cellule ciliate (sordità neurosensoriale) è l'applicazione di una protesi acustica.
Le ricerche sul gene Math 1
I ricercatori hanno focalizzato i loro sforzi sulla preparazione del gene
Math1, fattore di trascrizione responsabile della crescita delle cellule ciliate
nei mammiferi. Hanno quindi inserito il Math1 in un virus disattivato che hanno
iniettato nell'orecchio interno di alcune cavie adulte, un piccolo mammifero
normalmente utilizzato nella sperimentazione di farmaci e terapie destinati
all'uomo. Dopo sei settimane i ricercatori hanno individuato nuove cellule
ciliate che il gene Math1 era riuscito a far "germinare" da cellule
non sensoriali adulte. Inoltre, queste nuove cellule ciliate dimostrano l'abilità di "collegarsi" con
le terminazioni del nervo acustico rendendo quindi ipotizzabile il loro utilizzo
per rigenerare un orecchio interno affetto da sordità.
Il gene Math1 è stato immesso nella coclea delle cavie con una semplice
iniezione.
"Il risultato raggiunto è di notevole portata - afferma l'audiologo milanese Umberto Ambrosetti, che collabora con Del Bo Tecnologia per l’Ascolto - ma da qui a dire che con una semplice iniezione saremo in grado di guarire la sordità passa una grossa differenza. La sperimentazione deve essere infatti confermata su altri mammiferi e devono essere studiati gli effetti collaterali prima di iniziare l'applicazione nell'uomo. Come conseguenza dell'inserzione del gene Math1 e della ricrescita non sempre ordinata delle cellule ciliate, si può ipotizzare la comparsa di acufeni (fastidiosi ronzii auricolari) o iperacusia uditiva. Comunque è probabilmente attraverso questa forma di ingegneria genetica che tra qualche anno saremo in grado di curare veramente la sordità".
E allora gli apparecchi acustici sono destinati a scomparire? “Almeno per molti anni ancora l’apparecchio acustico è destinato a rimanere la soluzione preferibile per chi ha problemi di udito - spiega il bioingegnere Luca Del Bo di Del Bo Tecnologia per l’Ascolto. L’eventualità di curare la sordità con una iniezione è un traguardo che oggi è difficile fissare nel tempo. Sarà molto importante studiare gli effetti collaterali della ricrescita artificiale delle cellule ciliate e ciò richiederà tempo. Nel frattempo le protesi acustiche digitali proseguiranno nella evoluzione tecnologica aumentando le capacità di elaborazione intelligente dei suoni e aiutando il cervello nella comprensione della parola anche in condizioni di ascolto difficile. Insomma la partita tra ingegneria genetica e bioingegneria protesica è ancora tutta da giocare.”.
Per informazioni:
Del Bo Tecnologia per l’Ascolto
Via Lanzone, 36
20123 Milano
tel. 02.48011361
www.sordita.it delbo@sordita.it
ufficio stampa:
Elisabetta Peracino
I risultati della terapia degli acufeni TRT a 24 mesi. [torna su]
In occasione del “ II Corso di perfezionamento alla tinnitus retraining therapy” che si è tenuto a Milano il 20-21 giugno 2003, sono stati presentati i risultati della terapia degli acufeni ragccolti dal 1999 ad oggi presso il Centro “Del Bo tecnologia per l’ascolto” di Milano.
I risultati hanno preso in esame 766 pazienti. Come primo dato interessante emerge che i due terzi delle persone che si sono rivolte al nostro centro per acufeni sono uomini. I più colpiti sono gli uomini da 31 a 40 anni (26,6% del totale) mentre per le donne l’età critica è da 51 a 60 anni con il 25,2% del totale.
Il 21% dei pazienti ha utilizzato per la terapia TRT piccoli apparecchi generatori di suono personali da applicare dietro all’orecchio mentre il 12% è ricorso a speciali apparecchi acustici realizzati per la terapia dell’acufene. Il rimanente 9% dei pazienti per la terapia ha utilizzato il counseling in una o più sedute con l’eventuale supporto di generatori di suono ambientale.
Una percentuale variabile da 67% a 73% dei pazienti in terapia con generatori di suono personali ha registrato un significativo miglioramento come fastidio prodotto dall’acufene e qualità di vita. Da notare che l’handicap dovuto all’acufene è passato in questi pazienti da un valore definibile come severo-catastrofico a medio-lieve.
Risultati analoghi anche per i pazienti utenti di apparecchi acustici con miglioramenti dal 57% all’87% e riduzione dell’handicap da severo a lieve-moderato.
Nata una rivista per chi ha problemi di udito: Gaia [torna su]
Sessanta pagine di carta patinata a colori per conoscere meglio l’udito che è forse il più importante dei cinque sensi.
Il primo numero di Gaia oltre a spiegarci con termini semplici alcuni importanti concetti di anatomia e fisiologia dell’orecchio con sordità, fornisce informazioni a 360 gradi su protesi acustiche, tecnologia e potenzialità digitali, esperienze di portatori di apparecchi acustici…
Insomma un concentrato di informazioni utili e a volte curiose sempre raccontate con uno stile gradevole ma rigoroso nei contenuti.
Gaia è edita da Oticon.
Richiedeteci Gaia gratuitamente inviando una richiesta a: segreteria@sordita.it
Gaia e Perseo: due nuove famiglie di apparecchi acustici digitali da Oticon e Phonak [torna su]
In queste ultimi giorni sono stati presentati due nuove
famiglie di apparecchi digitali di “terza generazione” per sordità lievi,
medie e gravi. Entrambi gli apparecchi si collocano nel settore alto della
gamma e presentano caratteristiche tecnologiche e di adattamento tali da “insidiare” gli
apparecchi di punta di Oticon e Phonak.
Parliamo di famiglie di apparecchi perché sono disponibili sia nelle
versioni endoauricolari anche in dimensione minima che in versione retroauricolare
da posizionare dietro all’orecchio.
Sia i Gaia Oticon che i Perseo Phonak elaborano suoni e rumori su più canali e consentono un ottima adattabilità alle esigenze del paziente. Entrambi dispongono di automatismi per ridurre l’interferenza sulla parola di suoni e rumori, entrambi hanno il controllo permanente del “fischio”, entrambi possono essere forniti nelle versione con microfono direttivo.
Senza dilungarsi in dettagli tecnici, questi apparecchi consentiranno un miglior confort di ascolto, specie per i nuovi utenti, e un uso più naturale e trasparente.
Per informazioni telefonateci allo 02 48011361
Pubblicato il nuovo sordita.it [torna su]
E’ stato pubblicata la nuova versione del sito internet sordita.it.
Nuova grafica e contenuti aggiornati e arricchiti soprattutto nelle sezioni “sordità”, “protesi
acustiche” e “impianti cocleari”. Inoltre è stato
attivato un forum di libero accesso.
Visitateci e fateci sapere le vostre impressioni, critiche e suggerimenti!
Per informazioni telefonateci allo 02 48011361
Nuova protesi di “super potenza” digitale anche da Phonak [torna su]
Anche Phonak ha presentato una nuova protesi di potenza digitale destinata alle sordità profonde. Si chiama Supero ed è indicata sia nelle applicazioni infantili che in pazienti adulti già utilizzatori di protesi analogiche lineari. 86 dB di guadagno al simulatore, multiprogramma, telecomandabile, controllo adattativo del larsen, soppressore del rumore: queste sono solo alcune delle caratteristiche tecniche della nuova protesi. Indubbiamente Supero si colloca nella fascia delle protesi digitali di super potenza non lineari insieme a DFII Super Power di Oticon. Sono apparecchi molto flessibili e adattabili alle esigenze del paziente con sordità grave e profonda e consentono un miglioramento dell’ascolto in tutte le condizioni rispetto alle vecchie protesi analogiche di potenza come testimoniato anche dallo studio condotto dal Policlinico di Milano sez. Logopedia in collaborazione con Del Bo tecnologia per l‘ascolto.
Per informazioni telefonateci allo 02 48011361
Nuova protesi di "superpotenza" programmabile Oticon SUMO. [torna su]
Oticon ha presentato una nuova protesi di potenza destinata alle sordità profonde. La caratteristica della protesi SUMO è di essere analogica digitalmente programmabile e di sfruttare una ottimizzazione acustica di ricevitore, raccordi e curvetta. Ciò consente di migliorare la fedeltà di amplificazione, il livello di guadagno che raggiunge gli 85 dB e di ridurre il consumo della pila. Il SUMO è destinato alle persone che da anni utilizzano una protesi lineare analogica di potenza e che quindi sono abituate a una sovra amplificazione della gamma medio grave. Inoltre il SUMO è indicato per i bambini con sordità profonda e in attesa di impianto cocleare. Nelle sordità meno gravi rimane l’indicazione prioritaria di amplificazione digitale non lineare di potenza.
Per informazioni clicca qui.
Oppure telefonateci allo 02 4801136
Impianto cocleare e infezione meningea di tipo batterico [torna su]
Umberto Ambrosetti
Audiologo - Ricercatore Università degli Studi di Milano.
Nel mese di agosto 2002 la F.D.A. (Food Drug Administration), ente Federale
degli Stati Uniti d’America che concede le autorizzazioni alla commercializzazione
dei presidi medico-chirurgici e ne monitorizza la sicurezza , ha emesso una
nota con cui allertava il mondo medico che, in base ad uno studio retrospettivo
effettuato negli ultimi 14 anni sui pazienti sottoposti ad impianto cocleare
(IC), in tutto il mondo, è stato osservato un lieve aumento dell’incidenza
di meningite batterica rispetto a quella della popolazione “normale”.
La meningite batterica è una infezione delle membrane (dura-pia-aracnoide)
che ricoprono il cervello e il midollo spinale, caratterizzata clinicamente
dai seguenti sintomi isolati o meno: febbre elevata, fotofobia, vomito, cefalea,
bradicardia, notevole compromissione della stato generale, convulsioni, eccitazione,
rigidità nucale, letargia, coma.
La terapia si basa prevalentemente sulla somministrazione di antibiotici ad
alto dosaggio in associazione combinati a cortisonici.
Questa grave infezione è provocata prevalentemente da tre patogeni:
Streptococcus pneumoniae (pneumococco), Haemophilus influenziae, Neisseria
meningitidis (meningococco). In Italia, in base ai dati forniti dal Bollettino
epidemiologico nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità, nella
popolazione normale la percentuale degli agenti patogeni è così suddivisa:
pneumococco 32%, Haemophilus influenziae 18%, meningococco 29%; nel 20 % delle
infezioni meningee l’agente infettante non viene identificato nella coltura
del liquido cerebrospinale.
Nella stessa nota viene segnalato che l’I.C. Clarion, che utilizza un
dispositivo denominato “positioner”, da introdurre nel canale cocleare
per far meglio aderire gli elettrodi al modaiolo ha provocato il massimo numero
di meningiti tra i pazienti presi in esame.
Il Ministero della Salute Italiano con nota del 6 agosto 2002 ha informato
i centri che effettuano le procedure per l’applicazione di I.C. che la
società Advanced Bionics, produttrice dell’I.C. Clarion, distribuito
in Italia dalla Società Vega S.p.A., ha disposto il ritiro dal commercio
e la sospensione della produzione dei modelli dotati di elettrodo Hifocus I
con positioner separato e Hifocus II con positioner integrato, invitando i
NAS dei Carabinieri a verificare l’avvenuto ritiro o, in caso contrario,
ad effettuare il sequestro.
In un successivo comunicato del 4 ottobre 2002 la F.D.A. ha anche precisato
che nel mondo sono stati segnalati 90 casi di meningite nei soggetti sottoposti
ad I.C. con un intervallo temporale tra intervento chirurgico di I.C. ed insorgenza
della sintomatologia clinica compreso tra 24 ore e 5 anni, segnalando inoltre
17 soggetti deceduti.
In particolare i casi di meningite per ogni casa produttrice di I.C. sono stati:
56 Clarion, 33 Coclear, 1 Med El.
Viene precisato inoltre che in 4 casi si è avuta l’infezione meningea
anche se i soggetti che erano stati precedentemente sottoposti a vaccinazione
specifica contro il patogeno infettante.
I seguenti fattori vengono individuati come elementi di rischio facilitante
l’infezione meningea:
· Utilizzo del positioner dell’I.C. Clarion,
· L’I.C. viene considerato come un corpo estraneo ricettacolo d’infezione
quando si instaura una batteriemia,
· Malformazione cocleare Mondini in cui per alterazioni del calibro dell’acquedotto
della chiocciola si possono avere otoliquorree da fistola fenestrale,
· Precedenti infezioni meningee,
· Età inferiore ai 5 anni,
· Otite media sub-clinica,
· Immunodepressione:
Nello studio riportato i ceppi batterici che hanno provocato l’infezione
meningea sono stati: Streptococcus pneumoniae ed Haemophilus influenziae.
Alla luce di quanto riferito dall’F.D.A. lo stesso organismo invita i
soggetti da impiantare o precedentemente impiantati a sottoporsi alla vaccinazione
anti-Streptococcus pneumoniae e anti-Haemophilus influenziae, precisando comunque
che la vaccinazione non copre in maniera assoluta il rischio di infezione meningea.
Attualmente sono disponibili i vaccini anti-streptococcico 7-valente per i
lattanti e bambini fino a 23 mesi: da somministrarsi con il seguente calendario:
Lattanti inferiori a 6 mesi: tre dosi 0,5 ml. con intervallo di almeno un mese,
quarta dose durante il secondo anno
Bambini 7-11 mesi: due dosi da 0,5 ml. con un intervallo di un mese, terza
dose durante il secondo anno
Bambini 12-23 mesi : due dosi da 0,5 ml. con intervallo di due mesi.
Per gli adulti si utilizza il vaccino anti-streptococcus pneumoniae 23-valente
con una sola somministrazione da 0,5 ml ed un eventuale richiamo dopo 5 anni;
i bambini che hanno praticato la vaccinazione 7-valente dovranno essere sottoposti
dopo i due anni d’età alla vaccinazione 23-valente.
Il vaccino anti-Haemophilus influentiae è di due tipi: coniugato con
il tossoide tetanico o alla proteina della difterite; esso va somministrato
nei bambini con un’età inferiore a 12 mesi tramite tre iniezioni
intramuscolari ad intervallo di 1-2 mesi (III-V-XII mese), per quelli con età superiore
a 12 mesi va praticata una sola somministrazione.
La vaccinazione anti-Haemophilus influentiae di routine dei bambini di età superiore
ai 4 anni non è raccomandata.
Ricordiamo che gli effetti collaterali nei soggetti non specificatamente allergici
o intolleranti ai componenti dei vaccini sono scarsi e di poca importanza.
L’Autorità sanitaria italiana consiglia, senza renderla obbligatoria,
la vaccinazione della popolazione normale contro i patogeni che possono provocare
la meningite; alla luce di questo fatto, seguendo le indicazioni dettate dell’F.D.A,
tutti i soggetti da sottoporre ad impianto cocleare e quelli già impiantati
vanno sottoposti a vaccinazione anti-meningitica, sebbene non vi sia la certezza
totale di copertura dal rischio di infezione batterica a carico delle meningi.
Trattasi di sordità dovuta a lesioni dell’orecchio esterno o medio
causate da otiti o malformazioni del padiglione, del condotto uditivo esterno
o degli ossicini, ecc. La lesione solitamente non interessa la parte "nobile" dell’orecchio,
vale a dire la chiocciola e le vie acustiche attraverso le quali gli impulsi
sonori arrivano alla corteccia cerebrale. Il danno dal punto di vista uditivo
non è mai grave: la persona sente e distingue i suoni delle parole purché queste
siano pronunciate ad una intensità superiore ai valori normali.
Adapto Power. [torna su]
Nuova protesi digitale di potenza di Oticon .
Da novembre è disponibile Adapto Power di Oticon, nuova protesi di potenza digitale di terza generazione in versione retroauricolare e intraauricolare a conca.
Adapto power raccoglie tutte le innovazioni tecnologiche già da noi sperimentate con successo da 16 mesi nella famiglia Adapto e cioè:
* Controllo permanente automatico e adattativo dell’effetto Larsen
(il fischio acuto della protesi) che consente di ridurre o eliminare uno dei
più fastidiosi inconvenienti degli apparecchi di potenza e di migliorare
le possibilità di applicazione;
* Voice Finder. Questo dispositivo digitale è in grado di individuare
la presenza della voce e di adattare di conseguenza le modalità di amplificazione
dell’apparecchio. Ciò consente di migliorare la comprensione della
voce nel rumore e di ridurre la sovrastimolazione acustica in assenza di parlato.
Questa ultima possibilità è particolarmente importante per ridurre
l’affaticamento acustico nei bambini che notoriamente frequentano ambienti
molto rumorosi.
* Open ear acoustics. Consente di utilizzare inserti auricolari aperti o ventilati
aumentando il confort di uso specialmente di chi inizia ad utilizzare gli apparecchi
acustici.
Inoltre Adapto Power ha un guadagno in amplificazione di 3 dB maggiore rispetto ai già collaudati Digifocus Compact Power; ciò lo rende particolare indicato nelle sordità gravi e profonde del primo livello in pazienti adulti e bambini.
Nella versione intrauricolare mezza conca o conca Adapto Power può essere indicato anche nelle sordità gravi.
Per i bambini più piccoli per tutti gli Adapto retroauricolari sono disponibili i cassettini porta pila ad apertura a “prova di bimbo”, la rotella del volume disinseribile e le colorazioni trasparenti o a tinte sgargianti.
Come tutti gli apparecchi digitali Oticon anche gli Adapto retro sono coperti da garanzia di 30 mesi per i guasti e da 12 mesi di garanzia che garantisce la fornitura di un nuovo apparecchio in caso di furto e smarrimento.
Termina il sogno di Symphonix. [torna su]
Termina il sogno di Symphonix e con esso la più concreta speranza per le protesi acustiche impiantabili
Il 14 novembre la Symphonix ha annunciato ufficialmente la liquidazione e
la dissoluzione della società nata per progettare e diffondere le protesi
acustiche impiantabili. Purtroppo con la Symphonix viene a mancare l’azienda
che più aveva creduto e investito nello sviluppo di protesi impiantabili
creando e distribuendo il “Vibrant Soundbridge”, protesi semi impiantabile
per sordità lievi e medie.
Anche in Italia dal 1995 sono state impiantate alcune di queste protesi dal
prof. Babighian dell’Ospedale di Padova.
Con questa perdita il futuro delle protesi acustiche impiantabili si allontana, almeno per ora.
SAN JOSE, Calif. — November 14, 2002 — Symphonix Devices, Inc. (NASDAQ: SMPX) announced today that its Board of Directors has unanimously deemed advisable the dissolution of the company and approved a plan of complete liquidation and dissolution of its business. The Board of Directors made this decision after an unsuccessful process of pursuing various strategic alternatives, including potential partner arrangements and a sale of the company outright.
Kirk Davis, CEO and a Director of the company stated, “The slow market adoption of the Vibrant Soundbridge combined with the difficult current financing environment has led us to make this very difficult decision. However, upon careful consideration from our Directors, Officers and advisors, we believe that this action is in the best interests of our stockholders.